CAMPAGNA - Pastello di Flavio Zappitelli

27 gennaio 2012

L'ATTENTE - L'ATTESA

J'ai écrit cette poésie pour une femme qui attend le retour de son bien aimé.

Je t'attends
et je te vois
dans les yeux 
de ton fils.

Je t'attends
et les baisers
de ta fille
sont les tiens.

Je t'attends
mais déjà
tu es là
car nos enfants te ressemblent...

Ho scritto questa poesia per una donna che aspetta il ritorno dell'uomo amato.

Ti aspetto
e ti vedo
negli occhi
di tuo figlio.

Ti aspetto
e i baci
di tua figlia
sono i tuoi baci.

Ti aspetto
ma sei già qui
presente
nei nostri figli...

09 gennaio 2012

SARAI PER SEMPRE MIA MADRE

Da sempre esistono dei bambini adottati che cercano la loro mamma biologica, la loro madre.
Ecco un brano che ho scritto per loro nel mio libro "sarai per sempre mia madre":

" Cara mamma,
ti scrivo per comunicarti una decisione importante che ho preso quando tu e papà mi avete detto che ero figlio di N.N.: voglio ritrovare mia madre.
Mi è stato difficile dirtelo ieri sera quando abbiamo festeggiato i miei diciotto anni. Non ho avuto il coraggio di affrontare il tuo sguardo che avrebbe potuto essere triste o deluso.
Non sopporterei di vederti soffrire perché ti voglio tanto bene, tu sei la mia mamma, quella che ha vegliato sul mio sonno quando ero piccolo, quella che mi ha curato quando ero malato, che mi ha consolato, che ha accompagnato i miei primi passi, che ha ascoltato le mie prime parole, quella che mi leggeva le mie storie preferite la sera prima di addormentarmi.Tu sei quella che mi ha amato e di cui cercavo lo sguardo quando credevo di essere in pericolo, quella che non mi ha mai abbandonato. Tu sei quella che amo e che amerò sempre.
Però, ho bisogno di conoscere mia madre, la mia madre naturale, quella che mi ha portato nel suo ventre per nove mesi. E’ irrazionale, lo so, ma è più forte di me. Ho bisogno di vederla o di vedere una sua fotografia o di leggere qualche riga scritta da lei.
Mamma, è difficile da spiegare, ma sento in me delle cose che vorrei comprendere.
Lei è mia madre. Lei mi ha abbandonato alla nascita, ma invece di abortire mi ha tenuto dentro di sé, mi ha fatto nascere e mi ha permesso di vivere.
Durante quei nove mesi ho vissuto con lei e con lei soltanto. Ho mangiato quello che lei mangiava. L’ho ascoltata ridere, l’ho ascoltata piangere. Ho vissuto attraverso di lei durante tutto quel tempo e ho bisogno di sentire il suo odore, di ascoltare la sua voce, di vederla. Io sono il suo bambino.
Tuo figlio che ti ama"

07 gennaio 2012

MEILLEURS VOEUX! AUGURI!

Je vous présente mes meilleurs vœux pour cette nouvelle année. Qu'elle vous apporte tout ce que vous désirez, mais surtout la sérénité.
Vi presento i miei migliori auguri per questo nuovo anno. Che possa darvi tutto quello che desiderate, ma soprattutto la serenità.

02 ottobre 2011

Dichiarazione d'amore

Ho scritto questa poesia per Leo e Isabel, anime e cuori puri...

Vieni con me!
fuggiamo insieme!

Andiamo al mare...
Le lunghe onde blu
ci culleranno dolcemente
verso l'orizzonte
e ti farò vedere
dove va il sole
al tramonto.

Poi,

Ti porterò su quella nuvola
da dove si vedono
gli arcobaleni...
Canterò per te
nel blu e nel verde
ti guarderò ballare
nel rosso, nell'arancione
e ti abbraccerò nell'indaco...

Vuoi?

06 settembre 2011

Corsi per gravidanza


Sono aperte le iscrizioni al corso ELIOBABY di accompagnamento dei genitori in gravidanza!
nel Centro ELIOTROPIO a Milano.

Per ricevere il programma scrivere a:
disso@eliotropio.org

22 agosto 2011

il suono trasmesso in utero

Studiando le submodalità sensoriali ho letto che Smith e Laird nel 1930 hanno dimostrato che dei rumori dell'ordine di 80 decibel producono delle contrazioni allo stomaco simili a quelle osservate in risposta alla paura. Dei suoni forti di 170 decibel producono calore, pizzicori, dolore e vertigini (Ades, 1958). La pelle può localizzare un suono quasi come lo fa il sistema uditivo, utilizzando unicamente l'intensità come indicatore. Tutto questo mi riconduce alle sensazioni del bambino in utero... non sottovalutare i danni che possono provocare i suoni mandatigli senza rispetto direttamente attraverso le cuffie appoggiate sulla pancia della mamma!
L'audiopsicofonologia di Alfred Tomatis invece rispetta il bambino, mandando la musica attraverso la struttura ossea della mamma, partendo dal cranio. Anche se il bambino dorme, non lo disturba e la musica che arriva dolcemente nell'utero accarezza il suo corpicino e lo culla. L'intensità del suono mandato in questo modo non può mai essere dannosa.

05 agosto 2011

LA DONNA - LA FEMME

 Una volta, in tempi lontanissimi, esisteva una donna che si faceva rispettare dall'uomo, si chiamava "Amazzone".
Le amazzoni vivevano su un'isola di cui non si conoscevano i confini. La regola era che qualsiasi uomo mettesse piede sulla loro isola morisse all’istante. Erano loro a recarsi di tanto in tanto dai loro uomini quando ne avevano il desiderio. Erano libere!
Si dice che la storia dell'umanità è un continuo rincominciare, forse la donna ritroverà una società in cui avrà un suo posto rispettabile.
Certo oggi, in occidente, la donna si è guadagnato un posto quasi pari all'uomo, ma la sua immagine rimane sempre quella di un oggetto al servizio dell'uomo... le pubblicità ne sono la prova!
Nei paesi che vivono ancora sotto una cultura assolutamente maschilista e patriarcale la donna non è molto diversa da una schiava, schiava dell'uomo e della società. Praticamente la donna è utilizzata per il piacere dell'uomo, per concepire i suoi figli, per diventare la sua badante quando invecchia.
E' normale poi che tradisca la moglie con altre donne o altri uomini (di solito questo particolare però non si dice) e lei deve tacere, naturalmente.
La parola rispetto sembra non esistere nel loro linguaggio...

Il y a bien longtemps, existait une race de femme qui se faisait respecter par l'homme, elle s'appelait "Amazone".
Les amazones vivaient sur une île dont on ne connaissait pas les limites. La règle était que si un homme mettait pied sur l'île, il mourait à l'instant. C'étaient elles qui parfois, quand elles le désiraient, allaient trouver leurs hommes. Elles étaient libres!
On dit que l'histoire de l'humanité est un perpétuel recommencement, alors il est possible que la femme un jour retrouvera une société au sein de laquelle elle aura une place respectable.
Il est vrai qu'aujourd'hui, en occident, la femme s'est battue pour obtenir son nouveau statut qui la rend presque l'égal de l'homme, mais son image reste toujours celle d'un objet au service de l'homme... les publicités en sont la preuve!
Dans les pays qui vivent encore selon les règles d'une culture patriarcale dont l'homme profite, la femme n'est pas très différente d'une esclave, esclave de l'homme et de la societé.
Pratiquement la femme est utilisée pour le plaisir de l'homme, pour concevoir ses enfants, pour devenir sa "garde malade" dans la vieillesse.
Il est normal qu'il trompe sa femme avec d'autres femmes et aussi des hommes (d'habitude on passe ce détail sous silence) et elle doit se taire, naturellement.
Le mot respect ne semble pas exister dans leur langage...