CAMPAGNA - Pastello di Flavio Zappitelli
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22 giugno 2013

La vie et la liberté - la vita e la libertà

"Maintenant qu’à toutes les heures du jour et de la nuit des nouvelles catastrophiques parviennent du monde entier, c’est vrai qu’on peut avoir continuellement des raisons d’être triste. Mais à quoi sert cette tristesse ? Elle n’aidera personne. Il vaut mieux l’utiliser comme un stimulant pour trouver les moyens de se rendre utile.Et pour trouver les moyens de se rendre utile, chacun devrait déjà commencer par se débarrasser de ses soucis personnels dans lesquels il s’enferme comme dans une prison. L’état naturel de l’être humain doit être la joie, une joie dans laquelle il est en réalité plus sérieux, plus profond que ceux qui portent continuellement sur leur visage la trace de leurs préoccupations les plus légitimes soient-elles. Car pour arriver à cette joie il faut avoir appris, compris, que loin des désordres et des tribulations de la terre, il existe en nous une région où règnent la lumière, l’amour et la liberté. Et c’est en restant en contact avec cette région qu’on sera utile aux autres."

"Adesso che a ogni ora del giorno e della notte giungono da tutto
il mondo notizie catastrofiche, è vero che si possono
continuamente avere motivi per essere tristi, ma a cosa serve?
Quella tristezza non aiuterà nessuno. È meglio utilizzarla come
stimolo per trovare il modo di rendersi utili.
E per trovare il modo di rendersi utile, ciascuno dovrebbe subito
iniziare sbarazzandosi dei propri assilli personali nei quali si
rinchiude come in una prigione. Lo stato normale dell’essere
umano deve essere la gioia, una gioia nella quale egli è in
realtà più serio e più profondo di coloro che portano
continuamente sul volto la traccia delle proprie preoccupazioni,
per quanto legittime. Sì, perché per giungere a questa gioia,
è necessario aver imparato e compreso che, lontano dai disordini
e dalle tribolazioni della terra, esiste in noi una regione dove
regnano la luce, l’amore e la libertà. Ed è rimanendo in
contatto con questa regione che ci si renderà utili agli altri. "

Omraam Mikhaël Aïvanhov
http://www.prosveta.it

9 marzo 2013

Instruire...

Una delle mie donne preferite...

Une de mes femmes préférées...
" Si tu instruis un petit garçon, tu auras un homme instruit.
Si tu instruis une femme, tu auras une femme, une famille et une société instruites."

6 novembre 2007

I miei sogni

Non ero molto brillante a scuola, ero troppo sognatrice.
Volevo fare una carriera di ballerina. In effetti avevo iniziato la danza classica molto giovane e il mio insegnante aveva molte ambizioni per me, voleva fare di me una stella dell'Opera di Parigi.
Ma mio padre disse di no.
All'età di 15 anni smisi di ballare.
Poi, mi innamorò della medicina e decisi di diventare medico. Ma una insegnante di storia, che non vedeva oltre i suoi occhiali di zitella, convinse mio padre (e lui si lasciò convincere molto facilmente) che non ne sarei stata capace. All'età di 18 anni, dopo il baccalaureat di filosofia smisi di sognare. Mio padre mi assunse come impiegata tutto fare nella sua tipografia.
Avrei potuto dire di no, ma all'epoca, non sapevo affrontare l'autorità.