CAMPAGNA - Pastello di Flavio Zappitelli
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22 novembre 2019

La vita e la morte - La vie et la mort

Krishnamurti



Mentre vivi stai con la morte, in modo che tu sia ospite in questo mondo.
Non metti radici da nessuna parte e tieni un cervello incredibilmente vivo.
Se porti i fardelli di ieri, tuo cervello diventa meccanico e noioso.
Se ogni giorno abbandoni i ricordi psicologici, le ferite e i dolori,
significa che morire e vivere sono insieme.
Così non esiste la paura.


Pendant que vous vivez, soyez avec la mort, afin que vous soyez un invité dans ce monde.
N'ayez de racines nulle part et un cerveau étonnamment vivant.
Si vous portez les fardeaux d'hier, votre cerveau devient mécanique et ennuyeux.
Si vous laissez derrière vous les souvenirs psychologiques, les blessures et les douleurs quotidiennes, cela signifie que la mort et la vie sont ensemble.
Ainsi la peur n'existe pas.

15 febbraio 2014

Il feto sogna - le foetus rêve

Il bambino in utero passa molto del suo tempo a dormire durante i primi mesi della sua crescita.
Crescere stanca!

Molti ricercatori hanno studiato l'attività del cervello di questo bambino, attraverso lo studio dei prematuri. Così hanno scoperto che un bambino nato molto prematuramente, 6 o 7 mesi, sogna.
Quindi ne hanno dedotto che lo stesso bambino rimasto in pancia della mamma sogna.

Il sogno del bambino in utero non sorge tutto d'un tratto, ma arriva progressivamente.
I cambiamenti degli stati di sonno fanno parte di un processi attivo regolare. I cicli dell'attività del suo cervello passano da una intensa attività di movimenti rapidi degli occhi (REM) in sonno a uno stato di riposo tranquillo non REM.

Karin Schwab e la sua équipe di neuro scientisti all'università Friedrich Schiller in Germania, hanno scoperto che il feto di pecora può entrare in uno stato di sogno molto prima che si possa verificare il movimento rapido degli occhi.

Le loro osservazioni sono degli strumenti per studiare come il cervello si sviluppa e per identificarne i periodi vulnerabili che potrebbero danneggiarlo.

13 febbraio 2009

KARMA




Il Karma generato da queste atrocità in qualsiasi paese, su qualsiasi popolo, di qualsiasi razza e colore di pelle, di qualsiasi religione o credo, avverrà in un modo e in un momento imprevedibili, ma sarà davvero molto pesante...

Le Karma généré par ces atrocités dans tout pays, sur tout peuple, de toutes races et couleur de peau, de toutes religions et foi, se présentera d'une manière et à un moment imprévisibles, mais il sera vraiment très sévère...

26 novembre 2008

Quando si parla di CIBO...

Quando si parla di cibo... si pensa nutrimento, ma non si pensa mai che un certo modo di nutrirsi possa essere un aiuto alla salute.
Il Dott. Franco Berrino parla di questo aiuto!


D I A N A, Studio di Prevenzione delle Recidive del Tumore al Seno attraverso l’Alimentazione e lo Stile di Vita
…quando l’aiuto viene dal cibo e dall’attività fisica

Sono invitate a partecipare allo studio DIANA tutte le donne operate di tumore al seno negli ultimi 5 anni che non abbiano avuto recidive e disponibili a modificare il loro stile di vita
Lo studio DIANA è uno studio multicentrico che vede impegnati centri di Milano, Torino, Perugia, Napoli, Potenza, Palermo
Si svolgerà presso il Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, con sede a Città Studi presso il Campus Cascina Rosa - Via Vanzetti, 5

Per avere ulteriori informazioni contattaci al:
Tel 02/2390 2868 Fax 02/2390 3516 e-mail diana@istitutotumori.mi.it

Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva
dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano
Direttore Dott. Franco BERRINO



12 maggio 2008

MADRE NATURA

Che sia in città o fuori città, proveniamo dalla natura, ci nutriamo dalla natura, viviamo in mezzo alla natura. La natura non è solo lo spettacolo visivo, l'esperienza sonora e olfattiva della campagna, della montagna o del mare. La natura è l'acqua di cui siamo fatti, l'aria che respiriamo, il cibo che ci nutre e il corpo che ci ospita. Siamo immersi nella natura e la natura è la vita. Allora perché non collaborare con Madre Natura per vivere meglio? Primo passo: il rispetto della Vita. Con la Legge del Karma, un atteggiamento sbagliato dell'essere umano verso Madre Natura si rivolgerà contro di lui. La Legge del Karma è inflessibile, innarrestabile. E' questo che racconto ai miei nipotini...

15 aprile 2008

UNA SPOSA DI 8 ANNI!

8 anni, l'età della mia nipotina, l'età in cui una bambina gioca con le bambole, fa ancora le coccole alla sua mamma e va a scuola, si esercita con l'ortografia e la matematica, sognando alle vacanze al mare o in montagna o dalla nonna...

Noi donne occidentali ci lamentiamo, certo abbiamo anche ragione a volte, ma ascoltiamo cosa dice la nostra amica Cinzia, prima di leggere l'articolo uscito oggi sul Corriere della Sera:

"Sono stata nello Yemen 15 anni fa, ma vedo che non è cambiato nulla: erano appena usciti dal medioevo allora, e ancora oggi non sanno staccarsi dal medioevo.
Avere una figlia femmina da quelle parti è una ricchezza perché la venderai. Il marito deve pagarla al padre, e la paga parecchio.
Inoltre in quella società chi fa i lavori di fatica, chi fa tutti i lavori, è la donna. L'uomo sta mollemente sdraiato a masticare l'amarissima erba che obnubila dolcemente la mente e toglie la fame. Me li ricordo questi uomini con la gonna e il pugnale ricurvo (la jambia) infilato nella cintura, sempre in gruppo, camminavano nelle strade fresche e polverose tenendosi per mano, sostavano nelle piazze, danzavano goffamente la Jambia-bra, sedevano mollemente con la guancia rigonfia, deformata dal qat. Mentre le donne non indugiavano mai. Le vedevi attraversare in fretta le piazze, nere ombre nella luce abbacinante, coperte da capo a piedi nel velo nero, anche le mani erano coperte dai guanti. Se erano ferme, per capire da che parte fosse la faccia dovevo guardare i piedi: la faccia era dalla parte delle punte. Donne che trasportavano acqua, alimenti e oggetti. Donne come ombre invisibili. Donne che sono nessuno. E ti prende la rabbia verso questa società maschilista e prepotente."

IL CORRIERE DELLA SERA:
Tutta sola, avvolta in un’abaya nera, una bambina di 8 anni si è presentata il 2 aprile a un tribunale di Sana’a, la capitale dello Yemen, per chiedere il divorzio dal marito. Nojoud Muhammed Nasser ha denunciato il padre, che due mesi fa l’ha data in moglie a un uomo di 30 anni, e il marito, che l’ha picchiata e costretta ad avere rapporti sessuali. «Ogni volta che volevo giocare in cortile, mi picchiava e mi faceva andare con lui in camera da letto— ha raccontato —. Era molto duro con me e quando lo imploravo di avere pietà, mi picchiava, mi schiaffeggiava e poi mi usava. Voglio avere una vita rispettabile e divorziare».

È la prima volta che una minore chiede il divorzio in Yemen. La legge non la protegge. Moltissime bambine vengono date in spose all’età di Nojoud in Yemen (oltre il 50% secondo uno studio del 2006). La legge fissa l’età minima per il matrimonio a 15 anni, per maschi e femmine, ma non punisce chi la viola, dice l’avvocato della Corte suprema Shatha Muhammed Nasser, che ha assunto la difesa della bimba e le ha trovato un posto in un orfanotrofio. All’uscita del tribunale, col sorriso teso ma lo sguardo deciso, Nojoud ha raccontato la sua storia al giornalista Hamed Thabet, 23 anni, dello Yemen Times. «Mio padre mi ha picchiato e mi ha detto che dovevo sposare quest’uomo. Lui mi ha fatto brutte cose, io non avevo idea di cosa fosse il matrimonio. Correvo da una stanza all’altra per sfuggirgli, ma alla finemi prendeva, mi picchiava e poi continuava a fare ciò che voleva. Ho pianto così tanto, ma nessuno mi ascoltava. Ho supplicato mia madre, mio padre, mia zia di aiutarmi a divorziare. Mi hanno risposto: "Non possiamo fare niente. Se vuoi, vai in tribunale da sola". Ed è quello che ho fatto». Dice Thabet al telefono da Sana’a: «Era così dolce e così triste. È una donna sposata, che capisce tante cose e allo stesso tempo una bambina che vuole studiare e giocare».

Anche il giudice Muhammad al-Qadhi si è impietosito: pur essendo Nojoud troppo giovane per testimoniare, ha fatto arrestare il padre, Muhammed Nasser, e il marito, Faez Ali Thamer. L’avvocatessa Nasser sostiene che il matrimonio era illegale. Altri non ne sono certi: «A nessuno frega della legge, quello che conta è il sistema tribale», dice il giornalista Thabet. «Specialmente nelle zone rurali, i genitori danno le figlie in spose all’età di 7, 8 o 9 anni — spiega Amal Basha, direttrice di un gruppo per i diritti delle donne, Sisters Arab Forum for Human Rights —. Pongono la condizione che il marito non abbia contatto sessuale con la moglie finché non è matura. Ma vive con lui e non c’è alcun controllo: è alla mercé del marito e del suo desiderio». Divorziare per Nojoud non sarà facile, aggiunge. «Non è un’adulta, quindi prevale ciò che dice il suo guardiano».

Lo zio si è presentato come suo guardiano in aula. Ha detto che il padre di Nojoud ha perso il lavoro di netturbino e soffre di problemi mentali: è stato rilasciato. «La bambina deve anche restituire tutto il denaro che il marito ha dato alla famiglia in dote— dice Basha —oltre ad aver bisogno di una buona ragione per divorziare agli occhi del giudice». Oggi, dice Thabet, lui e l’avvocato cercheranno un accordo con il marito. «Faremo una colletta. Gli offriremo i soldi della dote, anche il doppio». Ma lo sposo per ora non intende divorziare: «Sì, sono stato in intimità con lei — ha detto—ma non ho fatto nulla di male. È mia moglie e ne ho il diritto. Nessuno può fermarmi».

Viviana Mazza
14 aprile 2008

4 novembre 2007

la vita va avanti

Mio padre era tipografo. Insieme a mia madre aprirono una piccola tipografia a Parigi. Non ho mai conosciuto gente coraggiosa come loro. Lavoravano giorno e notte. Infatti, li vedevo molto poco...
Aver un figlio maschio per mio padre significava anche aver un erede. Lo rivedo ancora mettere mio fratellino dentro un cartone pieno di pezzi di carta dicendogli: sarai tipografo!
La morte di un bambino è la più grande sofferenza che possa esistere per dei genitori.
Mio padre persi un amatissimo figlio e un erede maschio.

Qualche anno dopo nacque mia sorella. Che gioia! Di nuovo poter amare una creatura tutta mia! Dato che i miei genitori si erano tuffato ancora di più nel lavoro, diventai la seconda mamma di mia sorella. Così siamo cresciute molto unite.
Non sapevamo che la vita ci avrebbe divise.

3 novembre 2007

mio fratello

Compì 4 anni il 13 marzo. Mio fratello nacque il 19 marzo.
Era nato sotto il segno dei Pesci, come me.
Adoravo il mio fratello. Era la mia gioia di vivere.
Mio fratello morì un 21 novembre, 20 mesi dopo la sua nascita.
E' per questo motivo che sono arrivata a Milano...

13 settembre 2007

Il motivo del mio racconto

Vorrei precisare perché racconto questi episodi della mia vita.
Infatti, non è per scrivere un romanzo sul blog...
E' per spiegare ai miei allievi di yoga, alle mamme che ho accompagnato in gravidanza, ai miei amici di tutte le nazionalità, cosa significa essere sradicata dalla propria terra e dopo molti anni abbastanza sofferti, sentirsi cittadina del mondo!
E' un percorso che apre la mente e il cuore.