CAMPAGNA - Pastello di Flavio Zappitelli
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18 maggio 2011

IL PADRE - LE PèRE

Sguardo d'amore - Regard d'amour
La gravidanza si vive in due dal momento in cui l'atto sessuale ha creato il nuovo essere umano.
Forse non è ancora del tutto così... ma qualcosa cambia nell'atteggiamento dei futuri padri!

Fino a pochi anni fa in occidente, il maschio era ancora come i maschi attuali in oriente e voleva la donna ignorante, sottomessa alla sua volontà, al suo piacere, alle sue necessità, un ventre a disposizione per procreare, una madre per gestire la famiglia e solo la famiglia. Quindi la donna, brava e docile strumento di riproduzione, viveva la gravidanza da sola o con le altre donne della famiglia. Oggi, in occidente, la donna ha ricuperato la sua anima, il suo ventre e la sua libertà di esistere, possiamo dire che, quasi in tutti i paesi occidentali, la donna è "riconosciuta" cioè ri-conosciuta.

Oggi il futuro padre chiede di partecipare alla gravidanza ed è lui che questa volta cerca di essere "riconosciuto" come padre, come compagno di vita e vuole svolgere un ruolo più attivo, essere coinvolto nell'unione madre bambino in utero. Insomma finalmente si osa parlare di "triade"!

Contrariamente a quello che sembrano aver rilevato le statistiche, le preoccupazioni del futuro padre non sono soltanto "materiali" e organizzative. I futuri padri sono piuttosto preoccupati di diventare dei padri!

La figura del padre ha ritrovato un suo valore, non come "padre padrone", ma come "padre guida", "padre guru", "padre rispetto", "padre amore".

Così la gravidanza è vissuta serenamente, non è più solo un prodotto della procreazione con un padre spettatore, ma un progetto di vita, un progetto fatto dai due genitori per formare insieme una famiglia.

1 agosto 2009

la morte in utero - la mort in utero

La vita è un percorso difficile. E' fatto di gioie e di sofferenze.
Ognuno soffre a suo modo e poi tutto è relativo, c'è sempre una sofferenza più terribile che fa sentire la propria più dolce.
Ma perdere un bambino, di qualsiasi età, in utero o già nato, è la più terribile delle sofferenze per un genitore e in particolare per una mamma.
sul blog:
http://lavitaprenatale.blogspot.com
ho voluto parlare della morte in utero, perché è un'esperienza spesso sottovalutata da chi non l'ha vissuta.
Ci vuole un grande rispetto per questa mamma che ha partorito il suo bambino morto.

La vie est un parcours difficile. Il est fait de joies et de souffrances.
Chacun souffre à sa façon et puis, tout est relatif, il y a toujours une souffrance plus terrible qui rend la propre souffrance plus douce.
Mais perdre un enfant, qu'il ait n'importe quel âge, encore dans l'utérus ou déjà né, est la souffrance la plus terrible pour un parent et en particulier pour une mère.
sur le blog:
http://lavitaprenatale.blogspot.com
j'ai voulu parler de la mort in utero, car c'est une expérience qui n'est pas considérée à sa juste valeur par qui ne l'a pas vécue.
Elle est vraiment digne de respect cette maman qui a accouché de son enfant mort.

12 maggio 2009

La donna in gravidanza: relazione con il suo bambino

IL CENTRO STUDI DI PSICODRAMMA
Associazione per la Formazione e la Promozione della persona
Milano, via Montevideo 11
www.centrostudipsicodramma.it
organizza:

VENERDI' 15 MAGGIO 2009
ore 10,00-16,00

GENITORI DOMANI: IL BAMBINO NASCOSTO

Seminario di aggiornamento per operatori sulla preparazione della coppia
e sul sostegno alla donna in gravidanza.
Il Seminario è centrato sulle più recenti conoscenze riguardanti la relazione
materno-fetale, i meccanismi di imprinting genitoriale durante la vita endouterina, le competenze sensoriali e intellettive del feto e del neonato.
Per i futuri genitori una maggiore consapevolezza riguardo a questi aspetti ha un elevato potenziale di ricaduta sul modo di vivere la gravidanza, il parto e il dopo parto, offrendo anche alcuni importanti accorgimenti per un’accoglienza del bambino in grado di assicurare equilibrio e sicurezza di base.
Il Seminario si svilupperà con modalità interattive ed è rivolto ad operatori e a quanti sono interessati ad una preparazione in materia.

Conduttore del Seminario: Evelyne Disseau, esperta in educazione prenatale per Eliobaby, sezione milanese dell'ANEP Italia (Associazione per l'Educazione Prenatale), nel Centro Culturale ELIOTROPIO di cui è presidente.
Con la partecipazione di Damiana Covelli, formatrice.
Interverrà Bianca Buchal, autrice del libro:
“Gravidanza consapevole - Il compito della donna: costruire un mondo migliore”.

La partecipazione al Seminario è gratuita.
E’ d’obbligo però la prenotazione.
Iscrizioni e informazioni Telefonare o inviare un fax:
Tel./fax 02.463618 - cspsicodramma@fastwebnet.it -

28 aprile 2009

ALFRED A. TOMATIS




Je lis parfois des articles très critiques au sujet du Dr Alfred A. Tomatis et j'en suis triste et révoltée.
Alfred Tomatis y est parfois même ridiculisé jusqu'à sous-entendre qu'il aurait dû écouter plus de musique de Mozart pour augmenter son intelligence... Alfred Tomatis est mort et ne peut donc pas se défendre...
La personne qui a écrit "il est prouvé scientifiquement que le fœtus entend seulement à partir du septième mois de gestation et qu’il faut monter le volume jusqu’à 110 décibels avant que le bébé ne réagisse, ce qui correspond au volume sonore ressenti à un mètre d’un marteau-piqueur". est visiblement peu informée. Il suffit d'installer une femme enceinte dans une discothèque pour constater que le bébé n'est pas content du tout et manifeste son malaise par des coups de pied dans le ventre de sa mère. Ces personnes se permettent d'émettre un jugement ironique sur les découvertes d'un médecin qui a dédié sa vie à trouver un moyen d'améliorer la qualité de vie de l'être humain dès sa conception à travers la musique, celle de Mozart et des Chants Grégoriens en particulier.

Ogni tanto leggo degli articoli molto critici a proposito del Dott. Alfred A. Tomatis e ne sono triste e indignata.
A volte Alfred Tomatis è anche reso ridicolo fino a sotto intendere che se avesse ascoltato più musica di Mozart forse la sua intelligenza sarebbe migliorata... Alfred Tomatis è morto e quindi non può difendersi...
E'visibilmente poco informata la persona che ha scritto "è provato scientificamente che il feto sente solo a partire dal settimo mese di gestazione e occorre alzare il volume del suono fino a 110 decibel prima che il bambino reagisca, e cioè corrisponde al volume sonore sentito a un metro da un martello pneumatico". E' sufficiente installare una donna in gravidanza in una discoteca per constatare che il bambino non è affatto contento e manifesta il suo malessere con dei forti calcetti nella pancia della sua mamma. Queste persone si permettono di sentenziare ironicamente sulle scoperte di un medico che ha dedicato la propria vita a trovare un modo di migliorare la qualità di vita dell'essere umano già dal concepimento attraverso la musica, in particolare quella di Mozart e dei Canti Gregoriano.

25 gennaio 2009

Una testimonianza

Che bella testimonianza quella di Silvia!
leggete:
http://lavitaprenatale.blogspot.com

22 gennaio 2009

La Vita Prenatale - La Vie Prénatale

Sembra evidente parlare di vita prenatale. Ma cosa significa esattamente?
Il semble évident de parler de vie prénatale. Mais qu'est-ce que cela signifie exactement?

vedere, voir:

http://lavitaprenatale.blogspot.com

11 dicembre 2008

Dichiarazione Universale dei diritti umani - Déclaration universelle des droits de l'Homme

"La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani" è stata firmata il 10 dicembre 1948 a Parigi.
Dobbiamo ricordarcelo, perché questi diritti sono spesso calpestrati.

Diritti Umani.
Questa parola "umani" lascia però perplessi: quando inizia ad essere riconosciuto "umano" l'essere umano? Dal concepimento o dalla nascita?

Pochi sanno che il 22 giugno 1996 è stato firmato a Roma
"Identità e Statuto dell'Embrione Umano"

(Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria)

Riporto qui due passaggi della presentazione del documento, ho evidenziato in nero quello che mi ha colpito:

"Nel gruppo di lavoro si è fatta subito strada la convinzione che qualunque discussione bioetica che coinvolgesse l’embrione dovesse preliminarmente prendere le mosse da una adeguata risposta alla domanda sulla natura dell’embrione. Una domanda quindi, per usare un termine impegnativo ma ineludibile, ontologica, avendo per oggetto la ricerca di una definizione di un’essenza; una domanda radicale, per rispondere alla quale si è reso indispensabile l’apporto della biologia, ma che non poteva ridursi a una mera domanda biologica, perché non poneva in questione ciò che la biologia percepisce e definisce — con i propri criteri metodologici interni — come embrione, ma ciò che quell’ “oggetto” che la biologia studia e definisce come embrione è in se stesso. Insomma, mai come durante la riflessione sull’embrione, è apparso evidente ai membri del Comitato che la bioetica presuppone (almeno in questo caso, ma si potrebbe dire ancora più esattamente in tutti i casi) una bio-ontologia.
...
L’embrione è uno di noi: questa frase, talmente semplice da suonare per alcuni irritante, esplicita bene l’atteggiamento bioetico fondamentale che emerge dal nostro testo: il senso del limite al nostro possibile operare tecnologico.
È vero: nel CNB si sono manifestate diverse opinioni sul come trattare gli embrioni prima che le loro cellule perdano la totipotenzialità. Ma anche coloro, tra i membri del CNB, che hanno aderito alle prospettive più “possibiliste” condividono comunque l’idea che gli embrioni non sono mero materiale biologico, meri insiemi di cellule: sono segno di una presenza umana, che merita rispetto e tutela. Su questo punto, che è in definitiva quello bioeticamente essenziale, il CNB è stato unanime; ed è per questo che nessuna divergenza di opinione tra i membri del CNB può rendere meno rilevante il loro accordo bioetico di principio."
Roma, 22 giugno 1996
Il Presidente
Francesco D’Agostino

http://www.governo.it/bioetica/testi/220696.html

18 novembre 2008

L'orecchio nella vita prenatale

Sull'altro blog:
http://lavitaprenatale.blogspot.com

c'è una sorpresa bellissima!!!! Un orecchio come se ne vedono raramente...

17 novembre 2008

Poesia per una futura mamma

Per te
ho cercato un fiore
delicato, profumato,
Una rosa ho trovato...
rosa come le tue labbra,
aperta come il tuo cuore,
rotonda come la tua pancia...
Donna, come sei bella
in gravidanza!

23 settembre 2008

A una futura mamma - À une future maman


Sei una futura mamma.
Lo sai da poco tempo.
Ma sei una futura mamma con cellulare, computer e internet: in un lampo sai tutto della tua gravidanza! Sai tutto della tecnologia che accompagna oggi la gravidanza, del percorso che farai e dei pericoli vari che incontrerai. Insomma, sai troppe cose...
Ma sai veramente quello che è il più importante?
Lo sai che devi darti una calmata i 3 primi mesi? Lo sai che i 3 primi mesi sono i più importanti per lo sviluppo del tuo bambino? Lo sai che devi fermarti ad ascoltare quello che succede al tuo corpo? E' assalito da una vera tempesta ormonale! Ascolta le tue emozioni, non aver paura.
Cambia ritmo! Impara a respirare tranquillamente, profondamente. Trovati dei momenti durante la giornata, solo per te, per rimanere in silenzio e accompagnare con il tuo cuore la crescita inverosimilmente veloce del tuo bambino! Se tu non senti ancora i movimenti che fa, lui sente tutto di te e già ti conosce...
Ricordati sempre che sei la sua Regina.

Tu es une future maman.
Tu le sais depuis peu.
Mais tu es une future mère avec portable, ordinateur et internet: en un clin d'œil tu sais déjà tout sur la grossesse! Tu sais tout de la technologie qui accompagne de nos jours la grossesse, du parcours des neuf mois, des dangers que tu pourras rencontrer. Pratiquement, tu en sais trop...
Mais connais-tu ce qui est le plus important?
Sais-tu que pendant le 3 premiers mois tu devrais mettre un frein à ton activité? Sais-tu que les 3 premiers mois sont les plus importants pour le développement de ton enfant? Sais-tu qu'il serait nécessaire que tu sois à l'écoute de ton corps? Il est assailli par une vraie tempête hormonale! Ecoute tes émotions et n'aies pas peur.
Change de rythme! Apprends à respirer tranquillement, profondément. Trouve des moments de la journée qui seront seulement pour toi, pour rester en silence et accompagner avec ton cœur le développement invraisemblablement rapide de ton enfant! Si tu ne sens pas encore les mouvements qu'il fait, lui sent tout de toi et te connait déjà...
Souviens-toi toujours que tu es sa Reine.

http://lavitaprenatale.blogspot.com

26 agosto 2008

Meditazione in gravidanza

Meditare in gravidanza è bellissimo!
La futura mamma che capisce l'importanza di questa meditazione ricaverà da questa stato un beneficio fisico e psichico e sarà così in unione completa con il suo bambino in utero.
Niente di più facile:
la futura mamma, che chiamerò "mamma", perché lo è già a tutti gli effetti, si siede comodamente in una poltrona o dove vuole, ma l'importante è che sia comodamente seduta, semi sdraiata in modo da lasciare spazio al bambino per sdraiarsi anche lui. (Sì, anche il bambino in pancia si sdraia...).
Importante: assicurarsi che i telefoni e cellulari siano spenti. Vuotare la vescica prima di iniziare.
Mettere una musica in sotto fondo, tipo Concerto n° 21 di Mozart oppure qualsiasi musica preferita che sia rilassante.
Così installata, gli occhi chiusi, la mamma porta la sua attenzione sul respiro e aspetta che sia diventato calmo e regolare.
Il corpo piano piano si rilassa e si abbandona alla posizione, le mani dolcemente appoggiate sulla pancia. La mandibola è rilassata, le palpebre anche.
Ora la mamma si sente calma. Può essere che il bambino sia sveglio e si manifesti. Dolcemente la mamma lo accarezza con le mani e ascolta il suo movimento sotto le mani.
Che il bambino si muova o no, non esiste niente altro che questa unione mamma-bambino nel momento presente.
La mamma si visualizza con il suo bambino dentro una morbida sfera, colorata o no, molto luminosa, e osserva semplicemente le sue sensazioni.
Nel momento in cui questo stato smette di essere "magico" e cioè sospeso nel tempo, la sfera svanisce. Allora la mamma fa delle profonde respirazioni e con le dita delle mani fa dei piccoli "tap-tap" sulla pancia per salutare il bambino. Dopo si stira le gambe, le braccia, sbadiglia e riprende tranquillamente le sue attività.
E' il primo livello della meditazione. Sembra facile, ma non lo è così tanto, perché occorre imparare a cacciare i pensieri per poter entrare nella sfera magica!
Se la meditazione riesce, la mamma si sente rilassata e ricaricata e il bambino gioisce dallo stato della sua mamma...

Come riuscire ad attingere ad uno stato alterato di coscienza che permetta alla mamma di entrare in comunicazione con il suo bambino?
Il segreto è di praticare tante volte. Arriverà un momento in cui la mamma sentirà la stessa sensazione che si sente prima di addormentarsi e riconoscerà uno stato di abbandono del mentale. In quel momento entrerà facilmente in empatia con il suo bambino e si avvererà un’unione talmente completa tra i due che formeranno una sola persona. Le mamme che hanno vissuto questa esperienza dicono di essere state trasportate in estasi d’amore che coinvolgeva tutto il loro corpo e il centro del petto.

11 agosto 2008

Parlo con il mio fratellino! Je parle avec mon petit frère!

Maria è una bambina molto fortunata: la sua mamma aspetta un bambino, il suo fratellino!
Maria gioca sempre con il bimbo, gli fa cucù o gli chiede le cose, oppure lo coinvolge nei suoi "scherzi" (nasconde le cose e dice che é stato lui alla mamma, allora la mamma chiede al fratellino cosa ha combinato...e via così...).
Dice che é un mattacchione, dice che ogni tanto esce dalla pancia e si arrampica fino al "nenne" (il seno) e succhia un po' e poi si infila zitto zitto nella pancia dall'ombelico.
Maria fa le carezze al fratellino accarezzando dolcemente la pancia della mamma e gli dice le cose dall'ombelico, di nascosto, così le sente solo lui.... Insieme alla mamma gli racconta anche le fiabe, gli canta le ninna nanna e le filastroche.
Maria batte le sue piccole mani sulla pancia e il fratellino risponde con dei colpetti con i suoi piedi. Così i due bambini comunicano e sono già complici...
Il fratellino vive come in paradiso, perché sente la voce della sua mamma che canta e sente la voce della sorellina che gli parla. Insomma vive in una Luce d'amore.
In questo caso manca la voce del padre. Ma per il bambino il più importante per il momento è sentirsi amato e ricevere stimoli rivolti a lui. Gli stimoli mandati dalla sorellina sono senz'altro i più efficaci in sintonia con la complicità della madre.
La figura del padre sarà importante dopo, una volta nato, quando saprà camminare e che dovrà inserirsi nella società degli uomini. Allora cercherà la sicurezza nella mano del padre.

Marie est une petite fille qui a de la chance! Elle va avoir un petit frère.
Marie joue avec le bébé dans le ventre de sa maman, elle lui fait coucou, elle lui pose des questions et lui joue des tours (elle cache des choses et dit à sa maman que c'est le petit frère qui les a cachées, alors la maman demande au bébé ce qu'il en a fait... et tout le monde s'amuse!)
Marie dit que son petit frère est un coquin! Elle dit que de temps en temps il sort du ventre et rampe jusqu'au "tété" (le sein), têtouille et rentre en catiminie dans le ventre par le nombril...
Marie fait des caresses à son petit frère en caressant le ventre de sa maman et elle lui parle à travers le nombril en cachant sa bouche avec ses mains pour que personne n'entende ce qu'elle dit, car elle le dit seulement à lui. Avec sa maman elle lui raconte des fables et elles lui chantent des chansons.
Marie tape avec ses petites mains sur le ventre de sa maman et le bébè répond en frappant des petits coups de pied. Les deux enfants communiquent ainsi et sont déjà complices!
Le petit frère est comme au paradis car il entend la voix de sa maman qui chante et la voix de sa petite sœur qui lui parle. Il vit dans une Lumière d'amour!
Il manque la voix du père, mais pour l'instant ce qui est le plus important pour le bébé est de se sentir aimé et de recevoir de nombreuses stimulations. Celles envoyées par sa sœur sont certainement les plus efficaces avec la complicité de la mère.
Le rôle du père sera important après la naissance, quand le bébé commencera à entrer dans la société humaine. Alors il sera rassuré en tenant la main de son père.

1 luglio 2008

La vita prenatale: libertà sociale

Nel mio libro ho parlato della libertà del bambino in utero. Libertà dei condizionamenti sociali:
"Il piccolo essere umano cresce senza occuparsi del suo aspetto bello o brutto, del colore della sua pelle, senza sapere che appartiene ad una categoria di individui, maschio o femmina, normale o handicappato, ad una razza e che porterà tutta la sua vita il segno di questa razza, non soltanto nelle sue cellule, ma nel mondo degli uomini.
Non sa ancora che un giorno forse lo tratteranno da sporco negro o da nero, da sporco bianco o da coyotte... da coatto o da marocchino... di muso giallo... da...
Non sa ancora che apparterrà a un popolo e che forse questo popolo sarà sterminato per mano di un altro popolo.
Quando aprirà gli occhi si troverà immerso in una cultura, in un contesto sociale che non ha scelto. Così come non avrà scelto la religione alla quale apparterrà e che gli insegneranno che è la sola vera religione, che il Dio degli altri non è il vero Dio. I suoi genitori gli inculcheranno i propri valori, il proprio stile di vita. Gli insegnanti guideranno i suoi ragionamenti, le sue idee, le sue ideologie. Quando avrà venti anni sarà un essere umano condizionato."
Siamo ciecchi, non vediamo il condizionamento che pian piano ci trasforma, ci presta delle idee, degli atteggiamenti. A venti anni non siamo più liberi.

Dans mon livre je parle de la liberté de l'être humain qui grandit dans le ventre de sa mère. Il est encore libre des conditionnements sociaux:
"Le petit être humain grandit sans se soucier de son apparence belle ou laide, de la couleur de sa peau, sans savoir qu'il appartient à une catégorie d'individus, homme ou femme, normal ou handicapé, à une race et qu'il portera toute sa vie la marque de cette race, non seulement dans ses cellules, mais dans le monde humain. Il ne sait pas encore qu'un jour peut-être on le traîtera...de sale nègre ou de black,...de sale blanc ou de coyotte,...de raton ou de bougnoul,...de chinetoc,...de... Il ne sait pas encore qu'il appartiendra à un peuple et que peut-être ce peuple sera exterminé par les membres d'un autre peuple.
Quand il ouvrira les yeux il sera dans une culture qu'il n'aura pas choisie. De même qu'il n'aura pas choisi la religion à laquelle il appartiendra et on lui apprendra que c'est la seule vraie, que le Dieu des autres n'en est pas un. Ses parents lui inculqueront leur manière de vivre. Les enseignants dirigeront ses pensées, ses idées, ses idéologies. Quand il aura vingt ans ce sera un être humain conditionné."
Nous sommes aveugles, nous ne voyons pas le conditionnement qui peu à peu nous transforme, nous prête des idées, des comportements. A vingt ans nous ne sommes plus libres.

25 febbraio 2008

Lo dice Napoléon Bonaparte

« Il futuro dell’umanità è nelle mani delle madri » Napoléon Bonaparte.
La coppia madre-bambino è unita dal miracolo della vita. Sicuramente si potrebbe replicare che questo miracolo non ha bisogno di legami particolari tra la mamma e il piccolo in quanto si tratta della Vita. E pertanto durante i 9 mesi della gravidanza è la futura mamma ad essere la “formatrice” del bambino che porta in grembo.
La salute del feto e lo sviluppo del suo corpo fisico, incluso il cervello, dipendono dal nutrimento della mamma, dal suo stile di vita.
Lo sviluppo fisico ed emotivo del bambino dipendono dalla serenità con cui la mamma vive la sua gravidanza. Poiché la vita è una continua azione e reazione fisico-chimica è evidente come il feto si troverà impregnato ormonalmente in maniera benefica o malefica a secondo dello stato della vita interiore materna.
Durante i nove mesi della gravidanza la donna deve vivere in uno stato emotivo positivo. Il pediatra professor Jean-Pierre Relier lo dice molto chiaramente: ”Gli uomini fabbricano delle macchine. Le donne fanno degli uomini. La bellezza di questo compito è innegabile. Se la tecnologia e la medicina possono talvolta aiutare la natura o possono porre rimedio a certi difetti, non potranno però mai sostituire ciò che una mamma, nel corso di una gravidanza vissuta armoniosamente, dà al suo piccolo e che concorre a determinare la salute e l’equilibrio psicofisico futuri del bambino.”
Attualmente si sa che alcuni problemi psicologici in età adulta possono essere stati causati da una cattiva relazione subita insieme con la madre durante la gravidanza. Sappiamo che i soliti scettici sorrideranno di fronte alle possibili sofferenze “sentimentali” del feto, ma è certo che il più grande legame che unisce mamma e bambino nel suo ventre è l’amore.
Questo amore è vitale, se il feto ne è privato può anche rischiare di morirne. Non essere amato e non essere desiderato può essere il più grande rischio per il feto. Quel feto, una volta diventato adulto, sarà esattamente ciò che sua madre l’ha plasmato ad essere nel periodo che era nel ventre materno.
Il potere della donna è ben più grande di quanto si possa supporre.

22 febbraio 2008

Quando la futura mamma canta

Nel pancione della mamma il bambino sente i suoni. Cullato dal movimento del bacino della mamma il bambino ascolta.
Il suono, percepito inizialmente attraverso la pelle, i muscoli e le articolazioni prima di esserlo attraverso gli orecchi, è la vibrazione che accompagna costantemente lo sviluppo del feto. Basta pensare al battito del cuore della madre, ma ci sono anche il gorgoglio dello stomaco e dell’intestino, una musica di fondo non-stop. I rumori dell’ambiente esterno giungono al feto più tramite la risonanza della struttura ossea materna, che non attraverso la parete addominale. La voce della mamma è amplificata dalla cassa toracica. Il suo canto risuona nel ventre materno come in una cattedrale… il bambino ascolta tutto, il suo sistema neurosensoriale è costantemente stimolato da questi suoni. La mamma è come un direttore d’orchestra che ha la responsabilità delle emozioni trasmesse attraverso i suoni.
Il canto è l’espressione naturale della gioia o della tristezza.
Dopo la nascita il bambino si ricorderà del canto della mamma quando era ancora nel pancione, cosicché l’ascoltarlo nuovamente lo calmerà, comunicandogli di nuovo le emozioni del periodo prenatale.
Il canto ha dunque un’importanza primordiale nello sviluppo sensoriale ed emotivo del bambino.

29 gennaio 2008

La donna incinta

La donna, quando è incinta, influisce sullo sviluppo fisico e psichico di un essere che dipende interamente da lei. Durante 9 mesi la donna in gestazione trasmette al feto tutti gli elementi vitali necessari alla crescita equilibrata del suo bambino. La sua alimentazione, la stessa respirazione hanno un’azione diretta sulla formazione delle cellule del piccolo, in particolare sullo sviluppo del suo cervello. Se la mamma ha cura di respirare correttamente allora i neuroni del bambino saranno ossigenati correttamente. Il piacere che la donna trae dal cibo quando mangia alcuni alimenti da lei particolarmente desiderati (le famose “voglie” delle donne incinte) viene comunicato al piccolo che così inizia a stabilire una relazione positiva col cibo. Quando la mamma in gravidanza mangia cibi dolci il liquido intrauterino assume il sapore di questi cibi e lo trasmette al bambino che quando sarà grande si troverà a prediligere i sapori dolci.
L’alcol e il tabacco intossicano la madre e quindi di riflesso il suo bambino che sarà così condizionato fin da prima della nascita ad aver bisogno di queste droghe.
Il dottor Odent ha dimostrato in maniera incontestabile che le basi della nostra salute sono gettate in quei 9 mesi che dura la gravidanza.

7 gennaio 2008

LA VITA PRENATALE

Studiare la vita prenatale non significa studiare quello che chiamano un "feto", ma significa studiare la vita di una persona in formazione. La sua vita prenatale è la prima parte della sua vita. La vita prenatale di tutti gli esseri umani determina la loro salute, la loro personalità, la loro capacità di comunicare con gli altri, la loro voglia di vivere... La vita prenatale inizia dal momento in cui avviene il concepimento. Se lo spermatozoo e l'ovulo si sono uniti in un ambiente d'amore, è già determinante sullo sviluppo della vita prenatale. Se la gravidanza è vissuta con amore, la vita prenatale del bambino si sviluppa armoniosamente e la persona che cresce nascerà a sua volta con un potenziale d'amore che sarà il suo migliore aiuto nella vita.
La vita prenatale dura 9 mesi, una vita intera da non sotto valutare!
http://www.lavitaprenatale.org