Oggi è la festa della Mamma in Italia.
Vorrei dedicare una pagina del mio libro a tutte le mamme.
Ho scritto "a tutte le mamme" e capirete perché leggendolo...
Cara mamma,
Ti scrivo per comunicarti una decisione importante che
ho preso quando tu e papà mi avete detto che ero figlio di N.N. : voglio
ritrovare mia madre.
Mi è stato
difficile dirtelo ieri sera quando abbiamo festeggiato i miei diciotto
anni. Non ho avuto il coraggio di affrontare il tuo sguardo che avrebbe
potuto essere triste o deluso.
Non sopporterei di vederti soffrire,
perché ti voglio tanto bene, tu sei la mia mamma, quella che ha vegliato
sul mio sonno quando ero piccolo, quella che mi ha curato quando ero
malato, che mi ha consolato, che ha accompagnato i miei primi passi, che
ha ascoltato le mie prime parole, quella che mi leggeva le mie storie
preferite la sera prima di addormentarmi.
Tu sei quella che mi ha
amato e di cui cercavo lo sguardo quando credevo di essere in pericolo,
quella che non mi ha mai abbandonato.
Tu sei quella che amo e che amerò sempre.
Però, ho bisogno di conoscere mia madre, la mia madre naturale, quella
che mi ha portato nel suo ventre per nove mesi. E' irrazionale, lo so,
ma è più forte di me. Ho bisogno di vederla o di vedere una sua
fotografia o di leggere qualche riga scritta da lei.
Mamma, è difficile da spiegare, ma sento in me delle cose che vorrei comprendere.
Lei è mia madre. Lei mi ha abbandonato alla nascita, ma invece di
abortire mi ha tenuto dentro di sè, mi ha fatto nascere e mi ha permesso
di vivere.
Durante quei nove mesi ho vissuto con lei e con lei
soltanto. Ho mangiato quello che lei mangiava. L'ho ascoltata ridere,
l'ho ascoltata piangere. Ho vissuto attraverso di lei durante tutto quel
tempo e ho bisogno di sentire il suo odore, di ascoltare la sua voce,
di vederla. Io sono il suo bambino.
Tuo figlio che ti ama.
CAMPAGNA - Pastello di Flavio Zappitelli
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8 maggio 2016
5 maggio 2014
FESTA DELLA MAMMA
![]() |
| PER LA FESTA DELLA MAMMA 11 MAGGIO |
http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__sarai-per-sempre-mia-madre.php
4 maggio 2014
Sarai per sempre mia madre
Ce texte est un passage du livre que j'ai écrit en français "tu seras toujours ma mère"
(vous le trouverez après le texte en italien ci-dessous)
UN BAMBINO CHE NON AMA LA SUA MAMMA NON AMA LA VITA
(Dr Alfred Tomatis “l’orecchio e la vita”)
L’istituto dell’adozione legittimante presupponeva nella disciplina del 1983 il segreto sulle
origini dell’adottato. La legge sulle adozioni è stata modificata nel 2001 con la L. n. 149 che ha introdotto e regolamentato il diritto dell’adottato ad accedere alle informazioni sulle proprie origini.
Durante
una pausa nel corso di una conferenza sulla vita prenatale, un gruppetto di
persone che non si conoscevano si misero a parlare del più e del meno e
naturalmente l’argomento che li aveva portati lì divenne l’oggetto della loro
conversazione.
Uno
di loro era un uomo di una sessantina di anni. Parlava di sua madre con una
tale emozione nella voce che gli altri non poterono trattenersi dal fargli
qualche domanda.
“Sono
curioso di conoscere i motivi che Le fanno amare tanto Sua madre” disse il
primo.
“Alla
Sua età è raro incontrare un tale sentimento per la propria madre” disse il
secondo.
“Caro
signore, io la invidio” disse una giovane donna che aveva ascoltato in silenzio
le lodi di questa madre tanto amata.
L’uomo,
lo sguardo brillante, li guardò uno dopo l’altro e chiese a ciascuno di
raccontare in poche parole il rapporto che avevano con la propria madre, dopodichè prometteva che avrebbe svelato il
suo segreto.
Il
primo, abbassò lo sguardo e rispose che sua madre era morta, ma che non si
ricordava di aver avuto con lei un rapporto affettuoso, la temeva piuttosto,
perché era molto autoritaria.
Il
secondo disse che sua madre era molto anziana e che aveva perso la ragione a
causa di un Alzheimer galoppante. Aveva dovuto metterla in una casa di riposo e
ogni tanto andava a trovarla.
La
giovane donna non fece commenti, ma pensò comunque che i due uomini fossero dei
figli meschini. Guardò l’interlocutore negli occhi e disse “ Ho detto che La
invidio, perché nutro per mia madre lo stesso amore che lei sembra avere per la
Sua, sfortunatamente la mia, per dei motivi che non conosco, mi ha rinnegata e
mi ha detto che per lei io sono morta e sepolta.”
L’uomo
assunse un’espressione seria e le rispose:
”
Non ne soffra signora, conservi nel Suo cuore i ricordi più belli”.
Restò
un momento con l’aria sognante e di fronte agli sguardi interrogativi degli
altri sorrise e disse: “ Sono figlio di N.N. Sapete cosa significa? Vuol dire
che mia madre mi ha irrimediabilmente abbandonato alla nascita.” Gli altri
attendevano il seguito. “Delle brave persone mi hanno adottato e mi hanno dato
tutto l’amore che avrebbero dato a un figlio naturale. Ho saputo di essere stato
adottato solo qualche anno fa, quando uno dei due è morto. Allora qualcosa
dentro di me mi ha spinto a cercare la mia vera madre. Ho avuto molte
difficoltà a trovarla dopo così tanti anni, ma ci sono riuscito. Così ho
conosciuto mia madre, quella che mi ha portato in grembo, quella con la quale
ho vissuto tutta la formazione di ciò che sarei diventato. Quando l’ho vista,
ho sentito che l’avevo sempre amata e che la portavo dentro di me senza
saperlo. Poco importa perché mi abbia abbandonato, ciò che conta è che sia
esistita per me.
Mia
madre aveva quindici anni quando ha saputo che mi portava dentro di sé. Ha dovuto affrontare la vergogna, il
disprezzo della sua famiglia, la cattiveria della gente e l’abbandono dell’uomo
che aveva tanto amato. Non ha cercato di abortire, ha deciso di tenermi, ma ha
dovuto abbandonarmi alla nascita. Oggi ha settantacinque anni e quando la guardo so
che è sempre stata e sempre sarà mia madre”.
PROPOSITION DE LOI - ASSEMBLEE NATIONALE - 1998
permettant à un enfant abandonné, dont la mère biologique a accouché "sous X", d'avoir, s'il le désire, des informations à sa majorité
UN ENFANT QUI N’AIME PAS SA MÈRE N’AIME PAS LA VIE
(Dr Alfred Tomatis “l’oreille et la vie”)
Au cours d’une pause durant une conférence sur la vie prénatale, un petit groupe de personnes qui ne se connaissaient pas se mirent à parler de choses et d’autres et naturellement le sujet qui les avaient amenés là fit l’objet de leur conversation.
L’une d’elles était un homme d’une soixantaine d’années. Il parla de sa mère avec tant d’émotion dans la voix que les deux autres ne purent s’empêcher de lui poser des questions.
“je suis curieux de connaître les motifs qui vous font aimer autant votre mère” dit le premier.
“A votre âge il est rare de rencontrer un tel sentiment pour sa mère” dit le second.
“Je vous envie “ ajouta une jeune femme qui avait écouté en silence les louanges de cette mère tant aimée.
L’homme, le regard brillant, les regarda l’un après l’autre et leur demanda de bien vouloir exposer brièvement le rapport qu’ils avaient avec leur mère, après quoi il promettait de leur livrer son secret.
Le premier baissa les yeux et répondit que sa mère était morte, mais qu’il ne se souvenait pas d’avoir eu avec elle des rapports très affectifs, il la craignait plutôt car elle était très autoritaire.
Le second dit que sa mère était vieille et qu’elle avait perdu la tête avec un Alzheimer galopant. Il avait dû la mettre dans une maison de repos pour vieillards et allait la voir de temps en temps.
La jeune femme ne voulut pas émettre de jugement, mais n’en pensa pas moins que ces deux hommes étaient de piètres fils. Elle regarda leur interlocuteur dans les yeux et lui dit “je vous ai dit vous envier Monsieur car j’ai pour ma mère autant d’amour que vous semblez en avoir pour la vôtre, malheureusement la mienne, pour des raisons que je ne connais pas, m’a reniée et m’a dit m’avoir enterrée.”
L’homme prit un air grave et lui répondit:
“ N’en souffrez pas Madame, gardez dans votre coeur les meilleurs souvenirs”. Il resta un instant l’air songeur et devant le regard interrogateur des autres il sourit et leur dit:
“ Je suis né sous X. Savez-vous ce que celà signifie? Celà veut dire que ma mère m’a abandonné à la naissance irrémédiablement.”
Les autres attendaient la suite.
“De braves gens m’ont adopté et m’ont donné tout l’amour qu’ils auraient donné à leur vrai fils. J’ai su que j’avais été adopté seulement quand l’un d’eux est mort, il y a quelques années. Alors quelque chose en moi m’a poussé à chercher ma vraie mère. J’ai eu beaucoup de mal à la trouver après tant d’années, mais j’ai réussi. J’ai connu ainsi ma mère, celle qui m’a portée dans son ventre, celle avec laquelle j’ai vécu toute la formation de ce que je devais devenir. Quand je l’ai vue, j’ai su que je l’avais toujours aimée et que je la portais en moi sans le savoir. Peu importe pourquoi elle m’a abandonné, ce qui compte c’est qu’elle ait existé pour moi. Ma maman avait quinze ans quand elle a su qu’elle me portait en elle. Elle a dû affronter la honte, le mépris de sa famille, la méchanceté des gens et l'abandon de l'homme qu'elle avait tant aimé. Elle n'a pas voulu avorter, elle a décidé de me garder, mais elle a dû m'abandonner à la naissance. Aujourd’hui elle a soixante quinze ans et quand je la regarde je sais qu’elle a toujours été et sera toujours ma mère.”
PROPOSITION DE LOI - ASSEMBLEE NATIONALE - 1998
permettant à un enfant abandonné, dont la mère biologique a accouché "sous X", d'avoir, s'il le désire, des informations à sa majorité
UN ENFANT QUI N’AIME PAS SA MÈRE N’AIME PAS LA VIE
(Dr Alfred Tomatis “l’oreille et la vie”)
Au cours d’une pause durant une conférence sur la vie prénatale, un petit groupe de personnes qui ne se connaissaient pas se mirent à parler de choses et d’autres et naturellement le sujet qui les avaient amenés là fit l’objet de leur conversation.
L’une d’elles était un homme d’une soixantaine d’années. Il parla de sa mère avec tant d’émotion dans la voix que les deux autres ne purent s’empêcher de lui poser des questions.
“je suis curieux de connaître les motifs qui vous font aimer autant votre mère” dit le premier.
“A votre âge il est rare de rencontrer un tel sentiment pour sa mère” dit le second.
“Je vous envie “ ajouta une jeune femme qui avait écouté en silence les louanges de cette mère tant aimée.
L’homme, le regard brillant, les regarda l’un après l’autre et leur demanda de bien vouloir exposer brièvement le rapport qu’ils avaient avec leur mère, après quoi il promettait de leur livrer son secret.
Le premier baissa les yeux et répondit que sa mère était morte, mais qu’il ne se souvenait pas d’avoir eu avec elle des rapports très affectifs, il la craignait plutôt car elle était très autoritaire.
Le second dit que sa mère était vieille et qu’elle avait perdu la tête avec un Alzheimer galopant. Il avait dû la mettre dans une maison de repos pour vieillards et allait la voir de temps en temps.
La jeune femme ne voulut pas émettre de jugement, mais n’en pensa pas moins que ces deux hommes étaient de piètres fils. Elle regarda leur interlocuteur dans les yeux et lui dit “je vous ai dit vous envier Monsieur car j’ai pour ma mère autant d’amour que vous semblez en avoir pour la vôtre, malheureusement la mienne, pour des raisons que je ne connais pas, m’a reniée et m’a dit m’avoir enterrée.”
L’homme prit un air grave et lui répondit:
“ N’en souffrez pas Madame, gardez dans votre coeur les meilleurs souvenirs”. Il resta un instant l’air songeur et devant le regard interrogateur des autres il sourit et leur dit:
“ Je suis né sous X. Savez-vous ce que celà signifie? Celà veut dire que ma mère m’a abandonné à la naissance irrémédiablement.”
Les autres attendaient la suite.
“De braves gens m’ont adopté et m’ont donné tout l’amour qu’ils auraient donné à leur vrai fils. J’ai su que j’avais été adopté seulement quand l’un d’eux est mort, il y a quelques années. Alors quelque chose en moi m’a poussé à chercher ma vraie mère. J’ai eu beaucoup de mal à la trouver après tant d’années, mais j’ai réussi. J’ai connu ainsi ma mère, celle qui m’a portée dans son ventre, celle avec laquelle j’ai vécu toute la formation de ce que je devais devenir. Quand je l’ai vue, j’ai su que je l’avais toujours aimée et que je la portais en moi sans le savoir. Peu importe pourquoi elle m’a abandonné, ce qui compte c’est qu’elle ait existé pour moi. Ma maman avait quinze ans quand elle a su qu’elle me portait en elle. Elle a dû affronter la honte, le mépris de sa famille, la méchanceté des gens et l'abandon de l'homme qu'elle avait tant aimé. Elle n'a pas voulu avorter, elle a décidé de me garder, mais elle a dû m'abandonner à la naissance. Aujourd’hui elle a soixante quinze ans et quand je la regarde je sais qu’elle a toujours été et sera toujours ma mère.”
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6 maggio 2011
La fête des mères - La festa della mamma
Il n'y a pas un jour particulier pour souhaiter à sa mère une bonne fête... mais disons que le jour de la fête des mères les met particulièrement à l'honneur!
Pour ma mère et pour toutes les mères j'offre avec mon coeur un passage de mon livre "tu seras toujours ma mère":
Je regardais ma mère avec admiration. Je pensais qu’elle était belle.
Son visage mobile était toujours prêt à sourire, même quand elle était triste. Elle souriait avec sa bouche pulpeuse et quand elle riait elle découvrait ses dents du haut légèrement écartées, celles qu’on appelle les dents de la chance. Ses yeux avaient la particularité de changer de couleur, ils étaient bleus, mais sans avertir ils devenaient vert d’eau ou gris, selon son humeur, selon le temps, selon l’heure. J’aimais beaucoup ses mains. Des mains vivantes, qui savent travailler mais qui savent aussi caresser, masser pour soulager et parler pour encourager. Des mains qui savent aussi se taire quand il le faut. Du fond de mon souvenir j’adorais sa voix. Elle n’était jamais monotone , elle était musicale. Quand ma mère parlait, l’air vibrait intensément. Quand ma mère chantait, sa voix devenait douce et cajolante. Je serais restée des heures à l’écouter chanter. Elle avait une très belle voix. Ce qui ne cessait de m’émouvoir cependant c’était son odeur. Je ne pourrais pas la décrire, pour comprendre il faut avoir lu “le parfum” de Susskind. Elle imprégnait tout ce qu’elle portait, même quand elle se parfumait. Combien de fois j’ai noyé mes chagrins d’enfant dans l’odeur de ses vêtements ! Parfois la nuit j’avais peur seule dans ma chambre, alors en catimini j’allais chercher son manteau, je me recouchais en le tenant dans mes petits bras et je m’endormais dans son odeur.
Je regardais ma mère avec tendresse. Je pensais que ma vie avait commencé en elle.
Pendant neuf mois nos vies n’en ont fait qu’une. Chaque cellule de mon corps qui se formait puisait sa nourriture en elle. Sa nourriture était la mienne et mon goût se formait. La mémoire de mes cellules grandissait au rythme de sa vie. La mémoire d’une cellule est irrémovible. Chaque expérience que je vivais à travers ses propres expériences se répétait et aidait ma mémoire à se développer. Les émotions qu’elle me transmettait contribuaient à la formation de ma personnalité. Ses peurs, ses angoisses et ses peines étaient les miennes. Ses joies, ses enthousiasmes et ses plaisirs aussi. Car dans son ventre, quand elle riait j’étais heureuse et quand elle pleurait je pleurais aussi.
Je regardais ma mère et je pensais que quoiqu’il arrive elle serait toujours ma mère.
Non c'è un giorno speciale per festeggiare la propria madre... ma diciamo che il giorno della Festa della mamma le rende onore!
Per mia madre e per tutte le madri regalo di cuore un passo del mio libro "sarai per sempre mia madre":
Guardavo mia madre con ammirazione. Pensavo che era bella.
Il suo viso mobile era sempre pronto al sorriso, anche quando era triste. Lei sorrideva con le labbra
carnose e quando rideva scopriva i denti dagli incisivi leggermente distanziati, quello che viene
detto “i denti della buona sorte”.
I suoi occhi avevano la particolarità di cambiare colore, erano blu, ma all’improvviso potevano
diventare verde acqua o grigi, seguendo il tempo, l’ora, l’umore del momento.
Amavo molto le sue mani. Mani vive, che sapevano lavorare, ma che sapevano anche accarezzare,
massaggiare per alleviare e parlare per incoraggiare. Mani che sapevano anche tacere quando era
necessario.
Dal profondo dei miei ricordi adoravo la sua voce.
Non era mai monotona, era musicale. Quando mia mamma parlava, l’aria vibrava intensamente.
Quando mia mamma cantava, la sua voce diventava dolce e vellutata. Sarei rimasta delle ore ad
ascoltarla cantare. Aveva una voce molto bella.
Quello che non smetteva mai di emozionarmi era il suo odore. Non riesco a descriverlo, per
comprenderlo bisognerebbe aver letto “Il Profumo” di Süsskind. Impregnava tutto quello che
indossava, anche quando si profumava. Quante volte ho annegato i miei dispiaceri di bambina
nell’odore dei suoi vestiti! Talvolta la notte avevo paura tutta sola nella mia camera, allora in punta
di piedi andavo a prendere il suo cappotto, tornavo a letto stringendolo tra le mie piccole braccia e
mi addormentavo nel suo odore.
Guardavo mia mamma con tenerezza. Pensavo che la mia vita era iniziata in lei.
Durante nove mesi le nostre vite sono state una sola. Ogni cellula del mio corpo in formazione
attingeva nutrimento da lei. Il suo cibo era il mio, e così si formava il mio gusto.
La memoria delle mie cellule cresceva al ritmo della sua vita. La memoria di una cellula è
indelebile. Ogni esperienza che vivevo attraverso le sue esperienze si ripeteva e aiutava la mia
memoria a svilupparsi.
Le emozioni che lei mi trasmetteva contribuivano a formare la mia personalità. Le sue paure, le sue
angosce e le sue pene erano le mie. Le sue gioie, i suoi entusiasmi e i suoi piaceri anche.
Perché nel suo ventre, quando lei rideva io ero felice e quando lei piangeva, piangevo anch’io.
Guardavo mia madre e pensavo che qualunque cosa fosse accaduto o potesse accadere, lei sarà
sempre mia madre.
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