CAMPAGNA - Pastello di Flavio Zappitelli
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29 aprile 2017

Dichiarazione d'amore

Ho scritto questa poesia nel 2011 per Leo e Isabel, anime e cuori puri...

Vieni con me!
fuggiamo insieme!

Andiamo al mare...
Le lunghe onde blu
ci culleranno dolcemente
verso l'orizzonte
e ti farò vedere
dove va il sole
al tramonto.

Poi,

Ti porterò su quella nuvola
da dove si vedono
gli arcobaleni...
Canterò per te
nel blu e nel verde
ti guarderò ballare
nel rosso, nell'arancione
e ti abbraccerò nell'indaco...

Vuoi?

7 luglio 2016

IL PERDONO - LE PARDON


Da piccola avevo un senso acuto della giustizia e davanti all'ingiustizia non perdonavo. Dicevano di me  che ero troppo intransigente.
Sono cresciuta con un senso ancora più acuto della giustizia, ma non sono più intransigente: ho imparato a conoscere l'essere umano, a praticare la comprensione. Però, praticare la comprensione non significa saper perdonare. E' molto difficile perdonare...
Il perdono: è una parola, pronunciata o pensata, oggetto di riflessione filosofica, etica o religiosa.
C'è chi perdona perchè si adatta,
c'è chi perdona perchè ha paura di perdere l'altro,
c'è chi perdona perchè si sente in posizione di superiorità,
c'è chi perdona perchè ha pietà,
c'è chi perdona perchè capisce che la debolezza è dell'essere umano,
c'è chi perdona perchè ha compassione.
Babacar Khane, Maestro di yoga con il quale ho imparato lo yoga egiziano, scrive delle poesie e la sua poesia è paragonata a una danza cosmica, ma egli sa anche essere finemente realistico quando scrive in "Je te pardonne"
che cercherò di tradurre al meglio:
"ti perdono,
e questo fa del bene
al mio fegato, mio stomaco, miei intestini,
mi sento meglio."

Questo yogi di altri tempi ha anche scritto:
"dimenticare è perdonare"
ma su questo non sono completamente d'accordo...

Quando abbiamo calmato un dolore fisico non sentiamo più la parte del corpo che ci faceva soffrire. Lo abbiamo dimenticato. Se per caso ci ricordiamo che abbiamo avuto male, il corpo non ci ripropone questo dolore, perché non esiste più fisicamente.
Quando abbiamo calmato un dolore sentimentale non sentiamo più il dolore fisico, psichico e dell'anima che ha provocato. Lo abbiamo dimenticato. Se per caso ci ricordiamo di questa sofferenza, lo stesso dolore fisico bruciante riappare, la mente si riporta immediatamente alla sua causa, e l'anima di nuovo sanguina...
Dimenticare è perdonare, forse...
ma credo che il perdono sia una elaborazione lunga, un digerire un'esperienza a tutti i livelli.
Dimenticare non è possibile, perdonare sì!

Toute petite j'avais un sens aigü de la justice et devant l'injustice je ne pardonnais pas. On disait de moi que j'étais trop intransigeante.
J'ai grandi avec le sens encore plus fort de la justice, mais je ne suis plus intransigeante: j'ai appris à connaître l'être humain, à pratiquer la compréhension. Mais pratiquer la compréhension ne signifie pas savoir pardonner. C'est très difficile de pardonner...

Le pardon: c'est un mot prononcé ou pensé, objet de réflexion philosophique, éthique, religieuse.
Il y a celui qui pardonne car il s'adapte,
celui qui pardonne car il a peur de perdre l'autre,
celui qui pardonne car il se senti en position de supériorité,
celui qui pardonne par pitié,
celui qui pardonne car il comprend la faiblesse de l'ìetre humain,
celui qui pardonne par compassion.
Babacar Khane, Maître de yoga avec lequel j'ai appris le yoga égyptien, écrit des poèmes et sa poésie est comparée à une danse cosmique, mais il sait aussi être finement réaliste quand il écrit dans 
"Je te pardonne"

"je te pardonne,
cela fait du bien
à mon foie, mon estomac et mes intestins,
je me sens mieux."

Ce yogi d'autre temps a écrit aussi:
"oublier c'est pardonner"
mais je ne suis pas tout à fait d'accord avec lui...

Quand nous avons soigné une douleur physique, nous ne sentons plus la partie du corps blessé qui nous faisait souffrir. Nous l'oublions. Si par hasard nous nous souvenons que nous nous sommes bléssé, le corps ne nous fait pas mal car la douleur n'existe plus physiquement.
Quand nous avons calmé une douleur sentimentale, nous ne sentons plus la souffrance physique, psychique et de l'âme que nous avions intensément vécue. Nous l'avons oubliée. Si par hasard nous nous souvenons de cette souffrance, la même douleur brûlante se fait sentir, le mental en rappelle immédiatement la cause et l'âme saigne à nouveau...
Oublier c'est pardonner peut-être...
mais je crois que le pardon est une longue élaboration, digérer une expérience sur tous les plans.
Oublier n'est pas possible, pardonner est possible!


28 febbraio 2015

sur les ailes de Dieu


J'ai écrit cette poésie pour rappeler à ceux qui souffrent et qui vont de l'avant que Dieu est toujours présent...

Vivre en chantant,
en dansant, en riant,
vivre en pleurant,
en criant, en hurlant,
vivre en aimant,
vivre en haïssant,
vivre en affrontant
les peurs, les heurts,
les différences
l'indifférence.

Continuer à vivre
un jour à la fois,
une heure à la fois,
à chaque instant
en s'appliquant.

Chercher à faire le bien
sans attendre un retour
et rester à l'écoute
du vent, de la pluie
et courir dans les champs
du soleil plein les yeux.

C'est alors
qu'on se perçoit porté
sur les ailes de Dieu.

***********************

Ho scritto questa poesia per ricordare a coloro che soffrono eppure vanno avanti, che Dio è sempre presente...

Vivere cantando,
ballando e ridendo,
vivere piangendo,
gridando e urlando,
vivere amando
vivere odiando,
vivere affrontando
gli scontri e le paure,
le differenze,
l'indifferenza.

Continuare a vivere
un giorno per volta
un'ora per volta
ad ogni momento
con dedizione.

Provare a fare il bene
senza nullo aspettare,
rimanere in ascolto
della pioggia e del vento
e correre nell'erba
col sole negli occhi.

Allora ci si accorge
di essere portati
sulle ali di Dio.

11 settembre 2013

Après le désespoir - Dopo la disperazione

J'offre ce poème de Jean-Paul Sermonte,
absolument sublime,
à ceux qui souffrent et se désespèrent...

LA LUMIERE

Et la voix lui dit : « tu toucheras
Du doigt le cœur du désespoir
Quand tu n’auras plus de cris plus de larmes
Plus de colère, quand ton âme rebelle
Aura déposé les armes
Sur l’autel de l’intemporel
Alors la lumière entrera en toi
Elle entrera comme une mariée dans une maison neuve
Cette lumière belle à te faire mal, belle
Et douloureuse comme aux yeux de l’aveugle
Qui voit pour la première fois
Et qui demande « où est-Il pour que je le remercie ?
Je ne sais rien de Lui mais je sais qu’Il m’a guéri »
Alors tu comprendras
Tu deviendras lumière toi aussi
A ton tour tu diras au passant qui pleure :
« Va et touche du doigt le cœur du désespoir
L’azur s’est vêtu des cendres noires
De la nuit, pour te paraître à l’aurore
Plus lumineux encore »

Jean-Paul Sermonte
(Passerelle d’Emaux)

Que l'auteur soit indulgent envers ma traduction en italien...

LA LUCE

E la voce gli disse: "toccherai
Col dito il cuore della disperazione
Quando non avrai più urli né lacrime
Né collera, quando il tuo animo ribelle
Si sarà arreso
Sull'altare del senza tempo
Allora la luce entrerà in te
Ella entrerà come una sposa in una casa nuova
Questa luce bella a farti male, bella
E dolorosa come per gli occhi dello cieco
Che vede per la prima volta
E che chiede "dov'è colui che voglio ringraziare?
Non so niente di Lui, ma so che mi ha guarito"
Allora capirai
Diventerai anche tu luce
A tua volta dirai a quello che piange:
"Vai e tocca col dito il cuore della disperazione
L'azzurro si è vestito dalle nere ceneri
Della notte per apparirti all'aurora
Più luminoso ancora"

Jean-Paul Sermonte
(Passerelle d'Emaux)

30 giugno 2013

LES YEUX - GLI OCCHI


j'ai écrit cette poésie pour mes enfants.
"regarde-moi dans les yeux!"
et je savais si ils mentaient ou disaient la vérité!

Un jour mes yeux sont devenus verts
Et finalement j’ai pu les voir.
Avant je voyais, certes…
La vue, mon sens le plus présent,
mon sens le plus précieux…
et cependant, mes yeux, je ne les voyais pas!

Quand j’ai pu voir mes yeux
j’ai pu voir autre chose dedans,
j’ai pu voir un regard…

Un regard,
Une mouvance,
un océan de vérité,
un autre monde,
une vie au delà de la vie,
là où l’on rencontre l’âme.



Ho scritto questa poesia per i miei figli, i miei bambini,
"guardami negli occhi!"
e sapevo se mentivano e se dicevano la verità!

Un giorno i miei occhi sono diventati verdi
E finalmente ho potuto vederli.
Prima vedevo, certo…
La vista, il più presente dei miei sensi,
il mio senso il più prezioso…
Eppure i miei occhi non li vedevo!

Quando ho potuto vedere i miei occhi,
dentro ho potuto vedere altro.
Ho potuto vedere uno sguardo…

Uno sguardo,
una movenza,
un oceano di verità,
un altro mondo,
una vita al di là della vita,
laddove s’incontra l’anima.



17 luglio 2011

Indovinello - Devinette


Jalāl al-Dīn Rūmī fu un poeta et mistico persiano.
Riporto qui una sua riflessione seguita da un racconto 
che ci insegna che la percezione della realtà è veramente molto limitata, 
dipende dai nostri sensi e dalla nostra esperienza.

Le lampade sono diverse, ma la luce è la stessa:
proviene dall'aldilà.
Se guardi la lampada, ti sentirai perso, perché ne vedrai sorgere
l'apparizione del numero e della pluralità.
Concentrati sulla luce e vedrai al di là
del dualismo inerente al corpo finito.
ô voi che siete il seme dell'esistenza, la discordia tra musulmani,
Zoroastriani e ebrei dipende da questa prospettiva:
Certi indu avevano preso un elefante per esibirlo
e lo avevano messo in una stanza buia.
Numerose persone erano venute in questo luogo buio per vederlo.
I loro occhi non potendo vederlo
lo toccarono con il palmo della mano.
La mano di uno di loro toccò la proboscide,
"questa creatura è come un tubo dell'acqua" disse.
La mano di un altro trovò l'orecchio,
per lui l'animale era evidentemente un enorme ventaglio.
Un altro scese la mano sulla zampa
"per me la forma dell'animale è come un pilastro" disse.
Un altro portò la mano sul dorso e disse che era come un trono.
Secondo il loro diverso punto di vista la descrizione cambiava.
Se avessero avuto una candela accesa, queste differenze sarebbero sparite.
La vista attraverso il tocco è come il palmo della mano,
il palmo non può ricoprire la totalità dell'animale.
Masnavi III, 1259-1271

Jalāl al-Dīn Rūmī fut un poète et mystique persan. 
Je reporte ici une de ses réflexions suivie d'un récit
qui nous apprend que la perception de la réalité est très limitée 
et dépend de nos sens et de notre expérience.

Les lampes sont différentes, mais la lumière est la même :
Elle vient de l’au-delà.
Si tu regardes la lampe, tu seras perdu : car d’elle surgit
L’apparition du nombre et la pluralité.
Concentre-toi sur la lumière et tu verras au-delà
Du dualisme inhérent au corps fini.
Ô vous qui êtes le grain de l’existence, le désaccord entre musulmans,
Zoroastriens et juifs dépend de cette perspective :
Certains hindous avaient pris un éléphant pour une exhibition
Et l’avaient placé dans une pièce sombre.
Une foule était venue dans ce lieu sombre pour le voir.
Trouvant que leurs yeux ne pouvaient pénétrer l’obscurité,
Chacun le toucha avec sa paume.
La paume de l’un toucha la trompe.
« Cette créature est comme un tuyau d’eau », dit-il.
La main de l’autre trouva l’oreille de l’éléphant.
Pour lui, la bête était évidemment comme un éventail.
Un autre descendit sa main sur sa patte.
« Pour moi, la forme de l’éléphant est comme un pilier », dit-il.
Un autre porta sa main sur son dos.
« Certainement cet éléphant est comme un trône », dit-il.
Selon leurs différents points de vue, leurs descriptions variaient.
Si chacun avait eu une bougie, ces différences auraient disparu.
L’oeil sensuel est tout comme la paume de la main.
La paume ne peut recouvrir la totalité de l’animal.
Masnavi III, 1259-1271

6 giugno 2011

la mano materna

Quella sera
C’era tanta tristezza
nella sua voce.
I suoi occhi erano velati,
sull’orlo del pianto,
privi di sguardo.

L’aria si mosse,
era di primavera,
sfiorò il suo viso
come la mano
di una madre
lo fa per consolare.

Ricordò questo gesto,
e in un attimo
un’onda intensa
fatta di tenerezza
invase il suo cuore
e lo pacificò.

ho scritto questa poesia per lenire la tristezza...

24 aprile 2011

Energia Divina

Non arrendersi mai!
fai che la tua vita 
sia come un cavallo 
pronto ad affrontare le onde
con la sua forza potente!

Cancella la paura 
senti in te l'onnipresenza
dell' Energia Divina 
e non arrenderti mai!

Questa mia poesia per dare energia morale e fisica 
a chi  si perde di coraggio. 
Non dobbiamo dimenticare che siamo uniti al Tutto che è 
Energia Divina.
L'essenza di questa Energia è Amore.


19 marzo 2011

TOUS LES DEUX - NOI DUE

J'ai écrit cette poésie, publiée aux Editions du Val d'Oise,
pour mes parents qui passaient leur temps à se disputer.

Je la dédie à tous les couples qui ont formé une famille et ont réussi à la garder unie,
une fois les enfants envolés, ils se trouveront seuls et apprécieront d'être encore ensemble...

Questa poesia
pubblicata dalle Editions du Val d'Oise,
l'ho scritta per i miei genitori che litigavano sempre.

La dedico a tutte le coppie che hanno formato una famiglia e la tengono unita, 
una volta i figli volati via, si troveranno soli e apprezzeranno di essere ancora insieme...

Quand nous serons 
tous deux
assis devant la porte,

quand nous verrons
tous deux
passer nos années mortes,

quand nous mourrons
tous deux
allongés côte à côte,

nous ferons 
tous les deux
d'inséparables vieux.



Quand saremo
noi due
seduti davanti alla porta,

quando vedremo
noi due
sfilare i nostri anni,

quando moriremo
noi due
l'uno accanto all'altro,

saremo
insieme
due vecchi inseparabili.

28 dicembre 2010

Le marionette!!!!

Meravigliosa fiaba per completezza di significati e simbologie, raccontata attraverso il fasto tipico del repertorio della compagnia Marionetistica Carlo Colla e Figli. Persone di una grande sensibilità e poesia. Bravi, bravi, bravissimi!!!

La storia è una riduzione della celebre fiaba tratta da Le mille e una notte. Sulla scena, distribuiti in 14 quadri, si muovono circa duecento personaggi fra protagonisti, comprimari e comparse, creature del mondo reale e di quello fantastico, con il fasto che caratterizza il repertorio della Carlo Colla e Figli, animati dai 12 componenti della Compagnia.

Per bambini e adulti, da vedere assolutamente!

http://www.piccoloteatro.org/spettacolo_sch.php?stepdx=Sxpet&AcRec=641

8 dicembre 2010

PER UN MONDO MIGLIORE

 Questa foto potrebbe essere ancora oggi d'attualità...
Ogni volta che la vedo, piango.

Dato che il pensiero della bomba atomica
torna a farci paura,
perché esiste attualmente il pericolo che risorga,
è bene rileggere la poesia scritta
dal monaco vietnamita Thich Nhat Hanh,
in memoria del lancio della bomba atomica su Hiroshima.


RACCOMANDAZIONI

Promettimi,
promettimi oggi,
promettimi ora,
mentre il sole splende alto,
esattamente allo zenit,
promettimi :
se anche ti annienteranno
con una montagna di odio e violenza,
se anche calpesteranno la tua vita e ti schiacceranno come un verme,
se anche ti faranno a pezzi e ti sventreranno,
tu ricorderai, fratello,
tu ricorderai :
l'Uomo non è tuo nemico.

L'unica cosa degna di te è la tua compassione
invincibile, senza limiti, incondizionata.

Con l'odio non potrai mai affrontare la bestia nell'essere umano.

Un giorno, quando dovrai fronteggiare questo mostro da solo,
col tuo coraggio intatto, i tuoi occhi gentili, imperturbabili
anche se nessuno li vedrà,
allora, dal tuo sorriso sboccerà un fiore.

E coloro che ti amano
ti scorgeranno
attraversare migliaia di mondi tra nascita e morte.

Nuovamente solo,
me ne andrò a testa china,
sapendo che l'amore è divenuto eterno.

Sulla via lunga e difficile,
la luce del sole e della luna
continuerà a risplendere.

Thay Thich Nhat Hanh

27 novembre 2010

Dal discorso del Faraone Amenemhet I (1996 a.c.)

Questo discorso è stato pronunciato dal faraone nel giorno del suo incoronamento.
E' un discorso molto famoso valido in tutte le epoche.
Lo riproduco qui, perché fa riflettere sull'atteggiamento esterno e interno che abbiamo nella vita.
(Ved. http://eliopatanjali.blogspot.com )

Lottate per la felicità
come lottano per il pane
gli uomini poveri
e ricordate che l'amore
è il seme ed il frutto della gioia.

Amate gli altri, perché possano amarvi
e amate voi stessi per poter amare gli altri.

Nascerete senza paura
perché chi vi darà la vita
gioirà della sua fertilità.

Non avrete paura del marito o della moglie
perché vi sarete uniti per amore
e dall'amore non può nascere nemico alcuno.
Non sarete legati che dalla catena d'oro dell'affetto:
non saranno le parentele
a tenere uniti fratelli affini soltanto di sangue.

Non avrete paura della solitudine
perché non sarete mai senza amici.

Non avrete paura dell'ozio
perché il nuovo Egitto ha bisogno di ozio e di lavoro.
Non avrete paura del lavoro, perché vi sarà congeniale:
potrete nascere pescatore e diventare uno scriba,
nascere contadino e diventare un guerriero,
nessuno sarà oppresso da un campo troppo vasto per lui da sarchiare,
né ristretto da frontiere troppo anguste.

Non avrete paura della fame
perché nei granai vi sarà pane per gli anni magri.

Non avrete paura d'invecchiare
perché in ogni orizzonte troverete nuova sagezza.

Non avrete paura della morte
perché ricorderete l'altra sponda del grande fiume
dove sarete misurati secondo il peso del vostro cuore.

24 ottobre 2010

La Mort - La Morte

J'ai trouvé très originale et malicieuse cette poésie d'Emily Dickinson sur la mort!

"Comme je ne pouvais m'arrêter pour la Mort,
elle eut la bonté de s'arrêter pour moi;
nous étions deux dans le carrosse,
en compagnie de l'Immortalité.
Nous sommes allées lentement, elle sans hâte,
moi délaissant 
à la fois mon travail et mes loisirs,
pour être aussi exacte qu'elle."

Ho trovato molto originale e spiritosa questa poesia di Emily Dickinson sulla morte!
questa è una mia libera traduzione.

"Dato che non mi potevo fermare per la Morte,
ella fu così buona da fermarsi per me;
eravamo tutte due in carrozza,
in compagnia dell'Immortalità.
Abbiamo fatto lentamente, ella senza fretta,
e io tralasciando lavoro e piacere,
per essere al passo con la sua puntualità."





8 settembre 2010

POESIA: un modo di comunicare - POéSIE: un mode de communication

Spesso vedo su questo blog che le persone cercano di capire l'essere amato attraverso i segni astrologici e intuisco che soffrono a causa di un amore tradito o di incomprensioni non chiarite.

Ho scritto questa poesia per essere uno strumento d'aiuto alla comunicazione.
A volte mentire non sembra così grave, eppure...
Ricevendo queste parole, forse l'essere amato prenderà coscienza della sofferenza dell'altro...

Ecco la poesia da regalare all'essere amato:

Da quando tuo sguardo
mi ha mentito,
non ho più gli occhi 
per vederlo

Da quando tua voce
mi ha mentito
non ho più l'udito
per sentirla

Da quando la tua bocca
mi ha mentito
non ho più labbra
per baciarla

Da quando il tuo cuore
mi ha mentito
il mio ha cessato
di impazzire
al tuo approccio

Je vois souvent sur le blog que certaines personnes essaient de comprendre l'être aimé à travers les signes astrologiques et je perçois qu'elles souffrent à cause d'un amour trahi ou d'incompréhensions jamais clarifiées.

J'ai écrit ce pème pour être un instrument d'aide à la communication.
Parfois mentir ne semble pas grave, mais pourtant...
En recevant ces mots, il se peut que l'être aimé prenne conscience de la souffrance de l'autre...

Voici la poésie à offrir à l'être aimé:

Depuis que ton regard
m'a menti
je n'ai plus d'yeux
pour le voir


Depuis que ta voix
m'a menti
je n'ai plus l'ouïe
pour l'entendre


Depuis que ta bouche
m'a menti
je n'ai plus de lèvres
pour l'embrasser


Depuis que ton coeur
m'a menti
le mien ne s'affole plus
à ton approche

1 giugno 2010

Sotto la mia mano

Che emozione quando mamma e bambino comunicano tramite la pancia della mamma!
Quelle émotion quand la maman et l'enfant communiquent à travers le ventre de maman!
Vedo che molte future mamme cercano una poesia che rispecchi la loro emozione, allora cerco di rispondere scrivendo poesie per loro.
Si trovano tutte sotto l'etichetta: "poesia, poesia per la futura mamma, poesia d'amore".

Ecco l'ultima che ho scritto...

Sotto la mia mano

dorme il mio amore.
Attenta al suo sonno,
riposo immobile
sognando il suo viso.

Sotto la mia mano
il mio amore
si sveglia e si stira
si struscia sulla mia pancia,
piccolo delfino.

Sotto la mia mano
ma... cosa fa
l'amore mio?
Gioca! Tocca la mia mano
con la sua!

Sotto la mia mano
c'è l'amore mio
che mi ascolta,
deliziato dal mio canto,
succhiandosi il dito...

Sotto la mia mano
cresce il mio amore
nell'amore mio.
tra poco nascerà
e ci rincontreremo!

7 marzo 2010

ultima preghiera

Non c'è più nulla, mamma, da succhiare
in questi tuoi seni avvizziti;
dillo tu a mia sorella che smetta di agitarsi,
chiedendo inutilmente latte.
Domani, se muoio prima dell'alba,
che un pò di luce illumini i tuoi occhi
per guardarci dentro l'ultima volta.
E poi non mettermi, ti prego,
nella fossa con gli altri,
ma qui, vicino a te, coperto con poca terra.
A Dio chiederò che un figlio simile a me
ti mandi dal cielo ma... aspetti,
finché tra gli uomini ci sia un pò d'amore.
Che non succeda anche a lui
di morire come me.

Leopold Senghor
poeta
ex-presidente della Repubblica del Senegal
deceduto nel 2001 all'età di 95 anni

26 gennaio 2010

Aiuto alla vita...

Qualcuno ha cercato nel web
"aiuto alla vita".
Non so cosa cercava, ma vorrei rispondere così:

La vita mi è stata data
o sono io
che ho chiesto di riceverla?

Intanto sono qui
e vivo...
e chiedo aiuto
perché
vivere non è facile!

Ma a chi posso
chiedere aiuto?

Agli altri esseri umani
come me
o alla vita stessa?

Alla vita stessa!

Nella mia ignoranza
non lo capisco ancora,
ma dal primo momento in cui
cellula
ho detto sì alla vita
ho scelto di vivere.

3 ottobre 2009

Innamorato - Amoureux


Questa poesia per augurare a mio amato marito un buon compleanno!

Un innamorato bussò
alla porta della sua amata.
Dietro la porta chiusa, lei chiese:
chi è?
Egli rispose:
sono io!
Ella disse:
non c'è posto per te e me
nella stessa casa.
Allora egli se ne andò nel deserto
per meditare.
Parecchi anni dopo, tornò a bussare
alla porta della sua amata.
La voce di lei chiese:
chi è?
Egli rispose:
te stessa!
E la porta si aprì.


Ibn' Arabi
poeta mistico andaluso (1165-1240)


Cette poésie pour souhaiter un bon anniversaire à mon bien-aimé mari!

Un amoureux cogna
à la porte de sa bien-aimée.
Derrière la porte fermée, elle demanda:
qui est-ce?
Il répondit:
c'est moi!
Elle dit:
il n'y pas de place pour toi et moi
dans la même maison.
Alors il s'en alla dans le désert
pour méditer.
Quelques années plus tard il revint frapper
à la porte de sa bien-aimée.
Elle demanda:
qui est-ce?
Il répondit:
toi même!
Et la porte s'ouvrit.

Ibn' Arabi
poète mystique andaloux

17 luglio 2009

Poesia per un uomo tenero

Ho scritto questa poesia per chi cercava una poesia per un uomo, non qualsiasi, un uomo del Cancro... Siamo ancora nel segno del Cancro, auguri!



E' tenero, ingenuo, indeciso, bambino
e sa guardare un fiore...

Nostalgico del grembo materno
ama sostare nella donna...
Beve dalle sue labbra,
annega nel suo odore
e fa fremere il suo corpo
soffiando su di lei dolcemente
giocando ad essere il vento...

E'tenero l'uomo del Cancro!

J'ai écrit cette poésie pour la personne qui cherchait un poème pour un homme, pas n'importe lequel, un homme du Cancer... Nous sommes encore dans ce signe, tous mes voeux!

Il est tendre, ingénu, indécis, enfant
et sait regarder une fleur...

Il a la nostalgie
du ventre de sa mère
et se plaît à rester longtemps
dans la femme qu'il aime...
Il boit à ses lèvres,
il se noie dans son odeur
et fait frémir son corps
en soufflant doucement sur elle;
il joue à être le vent...

il est tendre l'homme du Cancer!