CAMPAGNA - Pastello di Flavio Zappitelli
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25 marzo 2017
Je suis née à Illiers Combray en France.
Sono nata a Illiers Combray in Francia.
De 3 mois à 4 ans j'ai vécu à Berlin en Allemagne.
Dai 3 mesi ai 4 anni ho vissuto a Berlino in Germania.
Et puis jusqu'à 21 ans j'ai vécu à Paris en France.
Poi ho vissuto fino all'età di 21 anni a Parigi in Francia.
Ensuite j'ai résidé à Milan en Italie pendant plusieurs années,
In seguito sono stata residente a Milano in Italia per parecchi anni,
avant de résider définitivement en Corse, île officiellement française mais foncièrement indépendante.
prima di essere definitivamente residente in Corsica, isola ufficialmente francese, ma assolutamente indipendente.
l'Europe fut pour moi une grande joie, un grand soulagement:
enfin pouvoir passer d'un pays à l'autre en toute liberté, enfin pouvoir utiliser la même monnaie,
enfin pouvoir réunir en moi ces diverses cultures qui m'appartenaient mais que la société me faisait
vivre désunies.
L'Europa fu per me una grande gioia, una grande liberazione:
poter passare da un paese all'altro in tutta libertà, poter utilizzare lo stesso tipo di denaro,
infine poter riunire in me stessa queste varie culture che mi appartenevano, ma che la società m'impediva di viverle in unione.
Longue vie à l'Europe qui porte en elle le symbole de la Paix!
Lunga vita all'Europa che porta in sé il simbolo della Pace!
Hymne à la joie, merci Ludwig Van Beethoven!
Inno alla gioa, grazie Ludwig Van Beethoven!
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11 dicembre 2008
Dichiarazione Universale dei diritti umani - Déclaration universelle des droits de l'Homme
"La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani" è stata firmata il 10 dicembre 1948 a Parigi.
Dobbiamo ricordarcelo, perché questi diritti sono spesso calpestrati.
Diritti Umani.
Questa parola "umani" lascia però perplessi: quando inizia ad essere riconosciuto "umano" l'essere umano? Dal concepimento o dalla nascita?
Pochi sanno che il 22 giugno 1996 è stato firmato a Roma
"Identità e Statuto dell'Embrione Umano"
(Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria)
Riporto qui due passaggi della presentazione del documento, ho evidenziato in nero quello che mi ha colpito:
Il Presidente
Francesco D’Agostino
http://www.governo.it/bioetica/testi/220696.html
Dobbiamo ricordarcelo, perché questi diritti sono spesso calpestrati.
Diritti Umani.
Questa parola "umani" lascia però perplessi: quando inizia ad essere riconosciuto "umano" l'essere umano? Dal concepimento o dalla nascita?
Pochi sanno che il 22 giugno 1996 è stato firmato a Roma
"Identità e Statuto dell'Embrione Umano"
(Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria)
Riporto qui due passaggi della presentazione del documento, ho evidenziato in nero quello che mi ha colpito:
"Nel gruppo di lavoro si è fatta subito strada la convinzione che qualunque discussione bioetica che coinvolgesse l’embrione dovesse preliminarmente prendere le mosse da una adeguata risposta alla domanda sulla natura dell’embrione. Una domanda quindi, per usare un termine impegnativo ma ineludibile, ontologica, avendo per oggetto la ricerca di una definizione di un’essenza; una domanda radicale, per rispondere alla quale si è reso indispensabile l’apporto della biologia, ma che non poteva ridursi a una mera domanda biologica, perché non poneva in questione ciò che la biologia percepisce e definisce — con i propri criteri metodologici interni — come embrione, ma ciò che quell’ “oggetto” che la biologia studia e definisce come embrione è in se stesso. Insomma, mai come durante la riflessione sull’embrione, è apparso evidente ai membri del Comitato che la bioetica presuppone (almeno in questo caso, ma si potrebbe dire ancora più esattamente in tutti i casi) una bio-ontologia.
...
L’embrione è uno di noi: questa frase, talmente semplice da suonare per alcuni irritante, esplicita bene l’atteggiamento bioetico fondamentale che emerge dal nostro testo: il senso del limite al nostro possibile operare tecnologico.
È vero: nel CNB si sono manifestate diverse opinioni sul come trattare gli embrioni prima che le loro cellule perdano la totipotenzialità. Ma anche coloro, tra i membri del CNB, che hanno aderito alle prospettive più “possibiliste” condividono comunque l’idea che gli embrioni non sono mero materiale biologico, meri insiemi di cellule: sono segno di una presenza umana, che merita rispetto e tutela. Su questo punto, che è in definitiva quello bioeticamente essenziale, il CNB è stato unanime; ed è per questo che nessuna divergenza di opinione tra i membri del CNB può rendere meno rilevante il loro accordo bioetico di principio."
Roma, 22 giugno 1996...
L’embrione è uno di noi: questa frase, talmente semplice da suonare per alcuni irritante, esplicita bene l’atteggiamento bioetico fondamentale che emerge dal nostro testo: il senso del limite al nostro possibile operare tecnologico.
È vero: nel CNB si sono manifestate diverse opinioni sul come trattare gli embrioni prima che le loro cellule perdano la totipotenzialità. Ma anche coloro, tra i membri del CNB, che hanno aderito alle prospettive più “possibiliste” condividono comunque l’idea che gli embrioni non sono mero materiale biologico, meri insiemi di cellule: sono segno di una presenza umana, che merita rispetto e tutela. Su questo punto, che è in definitiva quello bioeticamente essenziale, il CNB è stato unanime; ed è per questo che nessuna divergenza di opinione tra i membri del CNB può rendere meno rilevante il loro accordo bioetico di principio."
Il Presidente
Francesco D’Agostino
http://www.governo.it/bioetica/testi/220696.html
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21 novembre 2008
LA DONNA - LA FEMME
http://www.saynotoviolence.org
Io ho firmato la petizione, perché è necessario aiutare le donne che ancora non riescono a vivere come liberi esseri umani. La donna è la madre dell'umanità e va rispettata.
Moi j'ai signé la pétition, car il est nécessaire d'aider les femmes qui ne réussissent pas encore à vivre comme des êtres humains libres. La femme est la mère de l'humanité, elle doit être respectée.
Io ho firmato la petizione, perché è necessario aiutare le donne che ancora non riescono a vivere come liberi esseri umani. La donna è la madre dell'umanità e va rispettata.
Moi j'ai signé la pétition, car il est nécessaire d'aider les femmes qui ne réussissent pas encore à vivre comme des êtres humains libres. La femme est la mère de l'humanité, elle doit être respectée.
10 novembre 2008
MIRIAM MAKEBA
| Jazz, Africa e World Music così conquistò il mondo |
| Morire sul palco è la fine perfetta per ogni artista. Miriam Makeba (in realtà il suo vero nome africano occupa tre righe) è venuta a morire in Italia, ancora una volta in prima linea contro l'ingiustizia, lei che è stata e sarà il simbolo della lotta contro l'apartheid era venuta a Castel Volturno a cantare per Roberto Saviano contro la camorra. Il suo ultimo concerto. Miriam Makeba appartiene alla categoria rara dei grandi anticipatori, è stata lei, in principio insieme al suo primo marito Hugh Masekela e poi sotto l'ala protettrice di Harry Belafonte, a miscelare i suoni del suo Sud Africa con il jazz e i suoni del mondo una trentina d'anni prima che il mondo scoprisse la World Music. Non è un caso che il suo soprannome fosse 'Mama Africa'. Miriam Zenzi Makeba era nata a Johannesburg nel 1932, quando il Sud Africa era la culla della più brutale segregazione razziale contro la quale si è rivoltata quando, negli anni '50, nonostante fosse gia' un'artista di successo, riceveva pochi dollari di compenso. L'occasione di lasciare la sua terra l'ha avuta nel 1959 quando venne in Italia, al festival di Venezia, per presentare Come back, Africa, un documentario contro l'apartheid. Da lì si è trasferita a Londra dove ha incontrato Harry Belafonte, che l'ha aiutata a trasferirsi negli Stati Uniti e a inserirsi nell'ambiente musicale che sognava da sempre. Qui la Makeba ha inciso quello che ancora oggi è il suo più grande successo Pata Pata, The click song e Malaika, imponendosi per la sua forte personalità e uno stile per l'epoca nuovo, un mix di scat jazzistico e di canto africano che conquistò il mondo. Nel 1966 ha vinto il Grammy Award per l'album An evening with Belafonte/Makeba, quando già il governo segregazionista del Sud Africa le aveva ritirato il passaporto e revocato la cittadinanza per punirla di averne denunciato la politica razzista all'Onu. Quando nel 1968 ha sposato Stokely Carmichael, leader delle Black Panther, la sua carriera negli Usa è stata compromessa e si è trasferita in Guinea. Nel 1974 era nel cast dello show che ha preceduto il leggendario match tra Muhammad Ali e George Foreman, nel 1987 ha partecipato alla tournée di Graceland con Paul Simon, nel 1992 ha fatto parte del cast di Sarafina. In Sud Africa è tornata nel 1990, su invito di Nelson Mandela. In quell'anno ha partecipato al festival di Sanremo in coppia con Caterina Caselli. Il suo ultimo album importante è Homeland, candidato al Grammy.(Ansa 10/11/2008) |
16 ottobre 2008
O.M.S: I diritti della donna nel parto
L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha elencato tutti i diritti della donna che partorisce.
Ho riportato i 17 punti su:
http://lavitaprenatale.blogspot.com
Ho riportato i 17 punti su:
http://lavitaprenatale.blogspot.com
5 ottobre 2007
BIRMANIA

Ciascuno nel suo piccolo può appoggiare l'azione dei monaci buddisti.
Niente politica, solo partecipazione come cittadini del mondo!
Dato che sono una cittadina del mondo, che non sopporto l'ingiustizia, che ho il senso del diritto alla libertà e che condanno ogni forma di violenza... partecipo!
Eccovi la proposta:
Note: this is a new kind of online protest that uses blogs to spread a petition globally. To participate, just add your blog by following the instructions in this blog post.
This not an issue of partisan politics, this is an issue of basic human rights and democracy. Please help to prevent a human tragedy in Burma by adding your blog and asking others to do the same. By passing this meme on through the blogosphere hopefully we can generate more awareness and avert a serious tragedy. As concerned world-citizens this something we bloggers can do to help.
How to participate
1. Copy this entire post to your blog, including this special number: 1081081081234
2. After a few days, you can search Google for the number 1081081081234 to find all blogs that are participating in this protest and petition.
Note: Google indexes blogs at different rates, so it could take longer for your blog to show up in the results.
The situation in Burma and why it matters to all of us
There is no press freedom in Burma and the government has started turning off the Internet and other means of communication, so it is difficult to get news out. Individuals on the ground have been sending their day-by-day reports to the BBC, and they are heartbreaking. I encourage you to read these accounts to see for yourself what is really going on in Burma. Please include this link in your own blog post.
The situation in Burma is increasingly dangerous. Hundreds of thousands of unarmed peaceful protesters, including monks and nuns, are risking their lives to march for democracy against an unpopular but well-armed military dictatorship that will stop at nothing to continue its repressive rule. While the generals in power and their families are literally dripping in gold and diamonds, the people of Burma are impoverished, deprived of basic human rights, cut off from the rest of the world, and increasingly under threat of violence.
This week the people of Burma have risen up collectively in the largest public demonstrations against the ruling Junta in decades. It’s an amazing show of bravery, decency, and democracy in action. But although these protests are peaceful, the military rulers are starting to crack down with violence. Already there have been at least several reported deaths, and hundreds of critical injuries from soldiers beating unarmed civilians to the point of death.
The actual fatalities and injuries are probably far worse, but the only news we have is coming from individuals who are sneaking reports past the authorities. Unfortunately it looks like a large-scale blood-bath may ensue — and the victims will be mostly women, children, the elderly and unarmed monks and nuns.
Contrary to what the Burmese, Chinese and Russian governments have stated, this is not merely a local internal political issue, it is an issue of global importance and it affects the global community. As concerned citizens, we cannot allow any government anywhere in the world to use its military to attack and kill peacefully demonstrating, unarmed citizens.
In this modern day and age violence against unarmed civilians is unacceptable and if it is allowed to happen, without serious consequences for the perpetrators, it creates a precedent for it to happen again somewhere else. If we want a more peaceful world, it is up to each of us to make a personal stand on these fundamental issues whenever they arise.
Please join me in calling on the Burmese government to negotiate peacefully with its citizens, and on China to intervene to prevent further violence. And please help to raise awareness of the developing situation in Burma so that hopefully we can avert a large-scale human disaster there.
Thank you.
Qui trovate il testo in italiano. Grazie a Mario per la traduzione.
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