Se non hai paura di scoprire una delle possibilità che faranno di te un essere umano libero, leggi questa riflessione di Albert Einstein...
Si tu n'as pas peur de découvrir une des possibilités qui feront de toi un être humain libre, lis cette réflexion d'Albert Einstein...
"Un être humain est une partie du tout que nous appelons "Univers"… Une partie limitée dans le temps et l'espace. Il fait l'expérience de lui-même, de ses pensées et de ses sentiments comme séparés du reste ? une sorte d'illusion d'optique de conscience.
Cette illusion est comme une prison pour nous, nous limitant à nos désirs personnels, et à n'avoir de l'affection que pour les quelques personnes qui nous sont les plus proches. Notre tâche doit être de nous libérer de cette prison en élargissant notre cercle de compassion, afin d'embrasser toutes les créatures vivantes, la totalité de la Nature et de sa beauté."Albert Einstein
"Un essere umano è una parte del tutto che chiamiamo "Universo"... Una parte limitata nel tempo e nello spazio. Egli sperimenta se stesso, i suoi pensieri e i suoi sentimenti come separati dal resto? Una sorta di illusione ottica di coscienza. Questa illusione è come un carcere per noi, limitandoci ai nostri desideri personali e a dedicare il nostro affetto solo a qualche persona che ci sono care. Il nostro impegno deve essere di liberarci da questa prigione, allargando il nostro cerchio di compassione, al fine di poter abbracciare tutte le creature viventi, la totalità della Natura e della sua bellezza."Albert Einstein
CAMPAGNA - Pastello di Flavio Zappitelli
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30 maggio 2017
11 dicembre 2008
Dichiarazione Universale dei diritti umani - Déclaration universelle des droits de l'Homme
"La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani" è stata firmata il 10 dicembre 1948 a Parigi.
Dobbiamo ricordarcelo, perché questi diritti sono spesso calpestrati.
Diritti Umani.
Questa parola "umani" lascia però perplessi: quando inizia ad essere riconosciuto "umano" l'essere umano? Dal concepimento o dalla nascita?
Pochi sanno che il 22 giugno 1996 è stato firmato a Roma
"Identità e Statuto dell'Embrione Umano"
(Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria)
Riporto qui due passaggi della presentazione del documento, ho evidenziato in nero quello che mi ha colpito:
Il Presidente
Francesco D’Agostino
http://www.governo.it/bioetica/testi/220696.html
Dobbiamo ricordarcelo, perché questi diritti sono spesso calpestrati.
Diritti Umani.
Questa parola "umani" lascia però perplessi: quando inizia ad essere riconosciuto "umano" l'essere umano? Dal concepimento o dalla nascita?
Pochi sanno che il 22 giugno 1996 è stato firmato a Roma
"Identità e Statuto dell'Embrione Umano"
(Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria)
Riporto qui due passaggi della presentazione del documento, ho evidenziato in nero quello che mi ha colpito:
"Nel gruppo di lavoro si è fatta subito strada la convinzione che qualunque discussione bioetica che coinvolgesse l’embrione dovesse preliminarmente prendere le mosse da una adeguata risposta alla domanda sulla natura dell’embrione. Una domanda quindi, per usare un termine impegnativo ma ineludibile, ontologica, avendo per oggetto la ricerca di una definizione di un’essenza; una domanda radicale, per rispondere alla quale si è reso indispensabile l’apporto della biologia, ma che non poteva ridursi a una mera domanda biologica, perché non poneva in questione ciò che la biologia percepisce e definisce — con i propri criteri metodologici interni — come embrione, ma ciò che quell’ “oggetto” che la biologia studia e definisce come embrione è in se stesso. Insomma, mai come durante la riflessione sull’embrione, è apparso evidente ai membri del Comitato che la bioetica presuppone (almeno in questo caso, ma si potrebbe dire ancora più esattamente in tutti i casi) una bio-ontologia.
...
L’embrione è uno di noi: questa frase, talmente semplice da suonare per alcuni irritante, esplicita bene l’atteggiamento bioetico fondamentale che emerge dal nostro testo: il senso del limite al nostro possibile operare tecnologico.
È vero: nel CNB si sono manifestate diverse opinioni sul come trattare gli embrioni prima che le loro cellule perdano la totipotenzialità. Ma anche coloro, tra i membri del CNB, che hanno aderito alle prospettive più “possibiliste” condividono comunque l’idea che gli embrioni non sono mero materiale biologico, meri insiemi di cellule: sono segno di una presenza umana, che merita rispetto e tutela. Su questo punto, che è in definitiva quello bioeticamente essenziale, il CNB è stato unanime; ed è per questo che nessuna divergenza di opinione tra i membri del CNB può rendere meno rilevante il loro accordo bioetico di principio."
Roma, 22 giugno 1996...
L’embrione è uno di noi: questa frase, talmente semplice da suonare per alcuni irritante, esplicita bene l’atteggiamento bioetico fondamentale che emerge dal nostro testo: il senso del limite al nostro possibile operare tecnologico.
È vero: nel CNB si sono manifestate diverse opinioni sul come trattare gli embrioni prima che le loro cellule perdano la totipotenzialità. Ma anche coloro, tra i membri del CNB, che hanno aderito alle prospettive più “possibiliste” condividono comunque l’idea che gli embrioni non sono mero materiale biologico, meri insiemi di cellule: sono segno di una presenza umana, che merita rispetto e tutela. Su questo punto, che è in definitiva quello bioeticamente essenziale, il CNB è stato unanime; ed è per questo che nessuna divergenza di opinione tra i membri del CNB può rendere meno rilevante il loro accordo bioetico di principio."
Il Presidente
Francesco D’Agostino
http://www.governo.it/bioetica/testi/220696.html
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21 novembre 2008
LA DONNA - LA FEMME
http://www.saynotoviolence.org
Io ho firmato la petizione, perché è necessario aiutare le donne che ancora non riescono a vivere come liberi esseri umani. La donna è la madre dell'umanità e va rispettata.
Moi j'ai signé la pétition, car il est nécessaire d'aider les femmes qui ne réussissent pas encore à vivre comme des êtres humains libres. La femme est la mère de l'humanité, elle doit être respectée.
Io ho firmato la petizione, perché è necessario aiutare le donne che ancora non riescono a vivere come liberi esseri umani. La donna è la madre dell'umanità e va rispettata.
Moi j'ai signé la pétition, car il est nécessaire d'aider les femmes qui ne réussissent pas encore à vivre comme des êtres humains libres. La femme est la mère de l'humanité, elle doit être respectée.
15 luglio 2008
Luce per la Libertà, Lumière pour la Liberté

Che bello vedere questi cavalli liberi!
Insegnamo ai nostri figli il RISPETTO per l'altro, per sé e per i valori della vita, già dalla nascita.
Così, il senso della libertà per sé e per gli altri crescerà in loro in modo del tutto naturale e avranno il coraggio di difendere la propria libertà e quella degli altri per impedire il ripetersi dei sequestri.
Accendiamo una LUCE PER LA LIBERTA' su: http://www.lighttofreedom.com/
e facciamo in modo che non esista mai più nel mondo sequestri di qualsiasi genere.
Comme c'est beau de voir des chevaux libres!
Apprenons à nos enfants, dès leur naissance, le RESPECT pour l'autre, pour soi-même et pour les valeurs de la vie. Ainsi grandira en eux tout naturellement le sens de leur liberté et de celle des autres et ils auront le courage de défendre leur liberté et celle des autres pour empêcher les séquestres.
Allumons une LUMIÈRE POUR LA LIBERTÉ sur: http://www.lighttofreedom.com/
et faisons en sorte qu'il n'éxiste plus jamais dans le monde de séquestres d'aucune sorte.
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1 luglio 2008
La vita prenatale: libertà sociale
Nel mio libro ho parlato della libertà del bambino in utero. Libertà dei condizionamenti sociali:
"Il piccolo essere umano cresce senza occuparsi del suo aspetto bello o brutto, del colore della sua pelle, senza sapere che appartiene ad una categoria di individui, maschio o femmina, normale o handicappato, ad una razza e che porterà tutta la sua vita il segno di questa razza, non soltanto nelle sue cellule, ma nel mondo degli uomini.
Non sa ancora che un giorno forse lo tratteranno da sporco negro o da nero, da sporco bianco o da coyotte... da coatto o da marocchino... di muso giallo... da...
Non sa ancora che apparterrà a un popolo e che forse questo popolo sarà sterminato per mano di un altro popolo.
Quando aprirà gli occhi si troverà immerso in una cultura, in un contesto sociale che non ha scelto. Così come non avrà scelto la religione alla quale apparterrà e che gli insegneranno che è la sola vera religione, che il Dio degli altri non è il vero Dio. I suoi genitori gli inculcheranno i propri valori, il proprio stile di vita. Gli insegnanti guideranno i suoi ragionamenti, le sue idee, le sue ideologie. Quando avrà venti anni sarà un essere umano condizionato."
Siamo ciecchi, non vediamo il condizionamento che pian piano ci trasforma, ci presta delle idee, degli atteggiamenti. A venti anni non siamo più liberi.
Dans mon livre je parle de la liberté de l'être humain qui grandit dans le ventre de sa mère. Il est encore libre des conditionnements sociaux:
"Le petit être humain grandit sans se soucier de son apparence belle ou laide, de la couleur de sa peau, sans savoir qu'il appartient à une catégorie d'individus, homme ou femme, normal ou handicapé, à une race et qu'il portera toute sa vie la marque de cette race, non seulement dans ses cellules, mais dans le monde humain. Il ne sait pas encore qu'un jour peut-être on le traîtera...de sale nègre ou de black,...de sale blanc ou de coyotte,...de raton ou de bougnoul,...de chinetoc,...de... Il ne sait pas encore qu'il appartiendra à un peuple et que peut-être ce peuple sera exterminé par les membres d'un autre peuple.
Quand il ouvrira les yeux il sera dans une culture qu'il n'aura pas choisie. De même qu'il n'aura pas choisi la religion à laquelle il appartiendra et on lui apprendra que c'est la seule vraie, que le Dieu des autres n'en est pas un. Ses parents lui inculqueront leur manière de vivre. Les enseignants dirigeront ses pensées, ses idées, ses idéologies. Quand il aura vingt ans ce sera un être humain conditionné."
Nous sommes aveugles, nous ne voyons pas le conditionnement qui peu à peu nous transforme, nous prête des idées, des comportements. A vingt ans nous ne sommes plus libres.
"Il piccolo essere umano cresce senza occuparsi del suo aspetto bello o brutto, del colore della sua pelle, senza sapere che appartiene ad una categoria di individui, maschio o femmina, normale o handicappato, ad una razza e che porterà tutta la sua vita il segno di questa razza, non soltanto nelle sue cellule, ma nel mondo degli uomini.
Non sa ancora che un giorno forse lo tratteranno da sporco negro o da nero, da sporco bianco o da coyotte... da coatto o da marocchino... di muso giallo... da...
Non sa ancora che apparterrà a un popolo e che forse questo popolo sarà sterminato per mano di un altro popolo.
Quando aprirà gli occhi si troverà immerso in una cultura, in un contesto sociale che non ha scelto. Così come non avrà scelto la religione alla quale apparterrà e che gli insegneranno che è la sola vera religione, che il Dio degli altri non è il vero Dio. I suoi genitori gli inculcheranno i propri valori, il proprio stile di vita. Gli insegnanti guideranno i suoi ragionamenti, le sue idee, le sue ideologie. Quando avrà venti anni sarà un essere umano condizionato."
Siamo ciecchi, non vediamo il condizionamento che pian piano ci trasforma, ci presta delle idee, degli atteggiamenti. A venti anni non siamo più liberi.
Dans mon livre je parle de la liberté de l'être humain qui grandit dans le ventre de sa mère. Il est encore libre des conditionnements sociaux:
"Le petit être humain grandit sans se soucier de son apparence belle ou laide, de la couleur de sa peau, sans savoir qu'il appartient à une catégorie d'individus, homme ou femme, normal ou handicapé, à une race et qu'il portera toute sa vie la marque de cette race, non seulement dans ses cellules, mais dans le monde humain. Il ne sait pas encore qu'un jour peut-être on le traîtera...de sale nègre ou de black,...de sale blanc ou de coyotte,...de raton ou de bougnoul,...de chinetoc,...de... Il ne sait pas encore qu'il appartiendra à un peuple et que peut-être ce peuple sera exterminé par les membres d'un autre peuple.
Quand il ouvrira les yeux il sera dans une culture qu'il n'aura pas choisie. De même qu'il n'aura pas choisi la religion à laquelle il appartiendra et on lui apprendra que c'est la seule vraie, que le Dieu des autres n'en est pas un. Ses parents lui inculqueront leur manière de vivre. Les enseignants dirigeront ses pensées, ses idées, ses idéologies. Quand il aura vingt ans ce sera un être humain conditionné."
Nous sommes aveugles, nous ne voyons pas le conditionnement qui peu à peu nous transforme, nous prête des idées, des comportements. A vingt ans nous ne sommes plus libres.
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