CAMPAGNA - Pastello di Flavio Zappitelli
9 marzo 2013
Instruire...
Une de mes femmes préférées...
" Si tu instruis un petit garçon, tu auras un homme instruit.
Si tu instruis une femme, tu auras une femme, une famille et une société instruites."
4 marzo 2009
TABITHA

Riconosciuta in Kenia come una delle poche donne pittrici contemporanee di valore, Tabitha ha l’esigenza di diffondere la sua arte fuori dai confini africani.
È stata incoraggiata ad esprimere la sua creatività dal comboniano Father John Nobili che ha svolto azioni di sostegno per i bambini e le giovani donne senza casa né futuro negli slums di Korogocho.
Con i materiali, le tecniche e i simboli dell'arte africana,Tabitha ha incitato a sua volta i bimbi delle baraccopoli a dare senso alla storia condivisa della propria sopravvivenza. Si definisce “messaggera dello spirito che guida gli artisti e non li lascia fino a quando l’opera non è completa”. Il suo progetto civile è quello di creare una Scuola di Artisti che sproni i giovani di talento alla espressione autoctona e innovatrice dell’Africa Orientale.
L’opera di Tabitha prende vigore dall’attuale trans-umana esistenza nera, dalla luce e dai colori locali, dalla potenza e stordimento che si mescolano nel reagire all’ineluttabile silenzio della povertà. Colori e forme - dissolte e decise ad un tempo - ravvivano il nostro sguardo che si amplia su orizzonti senza piani prestabiliti e avvicina all’archetipica sostanza del nostro vivere.
Promuove l’evento METIS Health ArtForPeople Onlus che svolge da anni azioni di solidarietà in campo sanitario e interculturale e dà visibilità a persone che partono svantaggiate nel valorizzare la loro arte a causa della loro condizione economica e sociale.
TABITHA WA THUKU A MILANO
Sede: spazio AnniLuce Via Sirtori, 32 - Milano
Inaugurazione: giovedì 5 marzo ore 18.00
Chiusura: domenica 8 marzo ore 17.00
con rinfresco per la festa della donna
Orario di apertura: 10.00 - 19.30
segreteria@metisonline.it tel. 02.29515510
21 novembre 2008
LA DONNA - LA FEMME
Io ho firmato la petizione, perché è necessario aiutare le donne che ancora non riescono a vivere come liberi esseri umani. La donna è la madre dell'umanità e va rispettata.
Moi j'ai signé la pétition, car il est nécessaire d'aider les femmes qui ne réussissent pas encore à vivre comme des êtres humains libres. La femme est la mère de l'humanité, elle doit être respectée.
16 ottobre 2008
O.M.S: I diritti della donna nel parto
Ho riportato i 17 punti su:
http://lavitaprenatale.blogspot.com
30 maggio 2008
Difesa della donna
l'Assemblea Nazionale della Repubblica Bolivariana di Venezuela ha
approvato all'unanimità una Legge Quadro sul diritto delle donne a
vivere una vita senza violenza. Alla seduta hanno partecipato più di
4000 donne di tutti i settori sociali e politici.Questa legge, che è
stata approvata proprio nella giornata Internazionale per
l'Eliminazione della Violenza contro le Donne, identifica 19 forme
di violenza contro le donne: psicologica, fisica, domestica,
sessuale, lavorativa, patrimoniale ed economica, ostetrica,
istituzionale, simbolica; inoltre la sterilizzazione forzata, il
traffico e la tratta, le molestie, lo stupro, la prostituzione
forzata, la schiavitù sessuale. Nella norma si stabiliscono
meccanismi per rendere effettivo l'esercizio dei diritti umani delle
donne e, in materia processuale, si stabilisce la creazione di
organi specializzati nella giustizia di genere come i Tribunali
della Violenza contro le donne. L'abuso sessuale nelle scuole, nei
luoghi di lavoro, negli studi medici sarà punito con una pena che va
da 1 a 3 anni di carcere; il traffico e la tratta con una pena che
va da 15 a 20 anni.La legge identifica inoltre la violenza
ostetrica, definendola come una situazione in cui la donna non è
curata opportunamente ed efficacemente; è obbligata a partorire in
posizione supina e le viene negata la possibilità di vedere il suo
bambino appena nato; viene alterato il procedimento normale del
parto e viene praticato un cesareo inutile. Con la nuova legge
questo tipo di maltrattamento sarà considerato un reato e sarà
multato con una sanzione che va da 3.230 a 6.241 dollari e con
l'apertura di un procedimento disciplinare a carico del
medico.Malgrado le forti pressioni contrarie messe in atto da alcuni
mezzi di comunicazione e da alcuni settori della società,
l'Assemblea Nazionale ha approvato questa legge con il grande
appoggio di donne delle organizzazioni politiche, accademiche e
professionali.Fonte Adital (www.adital.com.br)
15 aprile 2008
UNA SPOSA DI 8 ANNI!
Noi donne occidentali ci lamentiamo, certo abbiamo anche ragione a volte, ma ascoltiamo cosa dice la nostra amica Cinzia, prima di leggere l'articolo uscito oggi sul Corriere della Sera:
"Sono stata nello Yemen 15 anni fa, ma vedo che non è cambiato nulla: erano appena usciti dal medioevo allora, e ancora oggi non sanno staccarsi dal medioevo.
Avere una figlia femmina da quelle parti è una ricchezza perché la venderai. Il marito deve pagarla al padre, e la paga parecchio.
Inoltre in quella società chi fa i lavori di fatica, chi fa tutti i lavori, è la donna. L'uomo sta mollemente sdraiato a masticare l'amarissima erba che obnubila dolcemente la mente e toglie la fame. Me li ricordo questi uomini con la gonna e il pugnale ricurvo (la jambia) infilato nella cintura, sempre in gruppo, camminavano nelle strade fresche e polverose tenendosi per mano, sostavano nelle piazze, danzavano goffamente la Jambia-bra, sedevano mollemente con la guancia rigonfia, deformata dal qat. Mentre le donne non indugiavano mai. Le vedevi attraversare in fretta le piazze, nere ombre nella luce abbacinante, coperte da capo a piedi nel velo nero, anche le mani erano coperte dai guanti. Se erano ferme, per capire da che parte fosse la faccia dovevo guardare i piedi: la faccia era dalla parte delle punte. Donne che trasportavano acqua, alimenti e oggetti. Donne come ombre invisibili. Donne che sono nessuno. E ti prende la rabbia verso questa società maschilista e prepotente."
IL CORRIERE DELLA SERA:
Tutta sola, avvolta in un’abaya nera, una bambina di 8 anni si è presentata il 2 aprile a un tribunale di Sana’a, la capitale dello Yemen, per chiedere il divorzio dal marito. Nojoud Muhammed Nasser ha denunciato il padre, che due mesi fa l’ha data in moglie a un uomo di 30 anni, e il marito, che l’ha picchiata e costretta ad avere rapporti sessuali. «Ogni volta che volevo giocare in cortile, mi picchiava e mi faceva andare con lui in camera da letto— ha raccontato —. Era molto duro con me e quando lo imploravo di avere pietà, mi picchiava, mi schiaffeggiava e poi mi usava. Voglio avere una vita rispettabile e divorziare».
È la prima volta che una minore chiede il divorzio in Yemen. La legge non la protegge. Moltissime bambine vengono date in spose all’età di Nojoud in Yemen (oltre il 50% secondo uno studio del 2006). La legge fissa l’età minima per il matrimonio a 15 anni, per maschi e femmine, ma non punisce chi la viola, dice l’avvocato della Corte suprema Shatha Muhammed Nasser, che ha assunto la difesa della bimba e le ha trovato un posto in un orfanotrofio. All’uscita del tribunale, col sorriso teso ma lo sguardo deciso, Nojoud ha raccontato la sua storia al giornalista Hamed Thabet, 23 anni, dello Yemen Times. «Mio padre mi ha picchiato e mi ha detto che dovevo sposare quest’uomo. Lui mi ha fatto brutte cose, io non avevo idea di cosa fosse il matrimonio. Correvo da una stanza all’altra per sfuggirgli, ma alla finemi prendeva, mi picchiava e poi continuava a fare ciò che voleva. Ho pianto così tanto, ma nessuno mi ascoltava. Ho supplicato mia madre, mio padre, mia zia di aiutarmi a divorziare. Mi hanno risposto: "Non possiamo fare niente. Se vuoi, vai in tribunale da sola". Ed è quello che ho fatto». Dice Thabet al telefono da Sana’a: «Era così dolce e così triste. È una donna sposata, che capisce tante cose e allo stesso tempo una bambina che vuole studiare e giocare».
Anche il giudice Muhammad al-Qadhi si è impietosito: pur essendo Nojoud troppo giovane per testimoniare, ha fatto arrestare il padre, Muhammed Nasser, e il marito, Faez Ali Thamer. L’avvocatessa Nasser sostiene che il matrimonio era illegale. Altri non ne sono certi: «A nessuno frega della legge, quello che conta è il sistema tribale», dice il giornalista Thabet. «Specialmente nelle zone rurali, i genitori danno le figlie in spose all’età di 7, 8 o 9 anni — spiega Amal Basha, direttrice di un gruppo per i diritti delle donne, Sisters Arab Forum for Human Rights —. Pongono la condizione che il marito non abbia contatto sessuale con la moglie finché non è matura. Ma vive con lui e non c’è alcun controllo: è alla mercé del marito e del suo desiderio». Divorziare per Nojoud non sarà facile, aggiunge. «Non è un’adulta, quindi prevale ciò che dice il suo guardiano».
Lo zio si è presentato come suo guardiano in aula. Ha detto che il padre di Nojoud ha perso il lavoro di netturbino e soffre di problemi mentali: è stato rilasciato. «La bambina deve anche restituire tutto il denaro che il marito ha dato alla famiglia in dote— dice Basha —oltre ad aver bisogno di una buona ragione per divorziare agli occhi del giudice». Oggi, dice Thabet, lui e l’avvocato cercheranno un accordo con il marito. «Faremo una colletta. Gli offriremo i soldi della dote, anche il doppio». Ma lo sposo per ora non intende divorziare: «Sì, sono stato in intimità con lei — ha detto—ma non ho fatto nulla di male. È mia moglie e ne ho il diritto. Nessuno può fermarmi».
Viviana Mazza
14 aprile 2008
25 febbraio 2008
Lo dice Napoléon Bonaparte
La coppia madre-bambino è unita dal miracolo della vita. Sicuramente si potrebbe replicare che questo miracolo non ha bisogno di legami particolari tra la mamma e il piccolo in quanto si tratta della Vita. E pertanto durante i 9 mesi della gravidanza è la futura mamma ad essere la “formatrice” del bambino che porta in grembo.
La salute del feto e lo sviluppo del suo corpo fisico, incluso il cervello, dipendono dal nutrimento della mamma, dal suo stile di vita.
Lo sviluppo fisico ed emotivo del bambino dipendono dalla serenità con cui la mamma vive la sua gravidanza. Poiché la vita è una continua azione e reazione fisico-chimica è evidente come il feto si troverà impregnato ormonalmente in maniera benefica o malefica a secondo dello stato della vita interiore materna.
Durante i nove mesi della gravidanza la donna deve vivere in uno stato emotivo positivo. Il pediatra professor Jean-Pierre Relier lo dice molto chiaramente: ”Gli uomini fabbricano delle macchine. Le donne fanno degli uomini. La bellezza di questo compito è innegabile. Se la tecnologia e la medicina possono talvolta aiutare la natura o possono porre rimedio a certi difetti, non potranno però mai sostituire ciò che una mamma, nel corso di una gravidanza vissuta armoniosamente, dà al suo piccolo e che concorre a determinare la salute e l’equilibrio psicofisico futuri del bambino.”
Attualmente si sa che alcuni problemi psicologici in età adulta possono essere stati causati da una cattiva relazione subita insieme con la madre durante la gravidanza. Sappiamo che i soliti scettici sorrideranno di fronte alle possibili sofferenze “sentimentali” del feto, ma è certo che il più grande legame che unisce mamma e bambino nel suo ventre è l’amore.
Questo amore è vitale, se il feto ne è privato può anche rischiare di morirne. Non essere amato e non essere desiderato può essere il più grande rischio per il feto. Quel feto, una volta diventato adulto, sarà esattamente ciò che sua madre l’ha plasmato ad essere nel periodo che era nel ventre materno.
Il potere della donna è ben più grande di quanto si possa supporre.
22 febbraio 2008
Quando la futura mamma canta
Il suono, percepito inizialmente attraverso la pelle, i muscoli e le articolazioni prima di esserlo attraverso gli orecchi, è la vibrazione che accompagna costantemente lo sviluppo del feto. Basta pensare al battito del cuore della madre, ma ci sono anche il gorgoglio dello stomaco e dell’intestino, una musica di fondo non-stop. I rumori dell’ambiente esterno giungono al feto più tramite la risonanza della struttura ossea materna, che non attraverso la parete addominale. La voce della mamma è amplificata dalla cassa toracica. Il suo canto risuona nel ventre materno come in una cattedrale… il bambino ascolta tutto, il suo sistema neurosensoriale è costantemente stimolato da questi suoni. La mamma è come un direttore d’orchestra che ha la responsabilità delle emozioni trasmesse attraverso i suoni.
Il canto è l’espressione naturale della gioia o della tristezza.
Dopo la nascita il bambino si ricorderà del canto della mamma quando era ancora nel pancione, cosicché l’ascoltarlo nuovamente lo calmerà, comunicandogli di nuovo le emozioni del periodo prenatale.
Il canto ha dunque un’importanza primordiale nello sviluppo sensoriale ed emotivo del bambino.
29 gennaio 2008
La donna incinta
L’alcol e il tabacco intossicano la madre e quindi di riflesso il suo bambino che sarà così condizionato fin da prima della nascita ad aver bisogno di queste droghe.
Il dottor Odent ha dimostrato in maniera incontestabile che le basi della nostra salute sono gettate in quei 9 mesi che dura la gravidanza.
28 gennaio 2008
Il dono della donna e il suo potere
Ma dietro la personalità di questi grandi uomini c’è un’altra donna : sua madre .
La donna ha ricevuto dalla natura un potere straordinario, quello di essere madre. In questa parola c’è tutto il divenire dell’umanità.
Nei nostri paesi occidentali la donna ha lottato per affermare l’ uguaglianza tra uomo e donna, e i politici, un po’ per idealismo, molto di più ai fini elettorali, hanno esaltato questa "uguaglianza". La donna che , secondo la Chiesa, nel Medio Evo (dunque non molto tempo fa) non aveva anima è stata relegata in secondo piano in tutti i campi, è sempre stata obbligata ad obbedire a un "padrone" uomo, eccola all’improvviso emancipata, vestita da soldato alle prese con le armi, lasciando l’ex- "padrone" a sbrigarsela con biberon, pannolini e notti in bianco!
Lei che unica a poter dar la vita, impara a dar la morte. Lei è diventata in tutto e per tutto uguale all’uomo, ma come nelle favole ha perso la chiave del suo potere.
Le rivoluzioni più giuste contengono sempre l’assurdità del paradosso.
La donna, quando ha ancora la possibilità di divenire madre, non è più presa in considerazione, il suo ruolo sacro sparisce e si esige che essa porti il suo piccolo mentre assume questo nuovo ruolo maschile. E’ evidente che per “la donna” qui si intende il concetto evoluto di donna. Forse per fortuna alcune, coscienti della superiorità che questo potere ricevuto dalla natura dona loro, compiono la loro missione di madre in una maniera meravigliosa.
Molte di loro divenute madri e nonne, hanno deciso di restituire alla donna l’esercizio di questo potere naturale e hanno creato nel mondo delle associazioni per l’educazione prenatale e perinatale.
La donna non ha capito che non deve diventare un uomo per dimostrare di essere un suo pari, il ruolo femminile è profondamente diverso e ancora più importante per l’umanità: la donna forma le generazioni future.
